Schianto con i pompieri, si va a processo

di Maria Fiore wPAVIA Un camion dei vigili del fuoco lanciato a sirene spiegate in viale Lodi, verso un incidente. L'auto di una ragazza di 21 anni che, proprio in quel momento, usciva dal parcheggio della Coop. Lo schianto, terribile. La giovane aveva il verde e questo l'aveva spinta a passare, fiduciosa. Il camion dei pompieri, dal suo canto, aveva attivate tutte le segnalazioni di emergenza. Le perizie, eseguite durante le indagini della procura, hanno analizzato ogni dettaglio della dinamica dell'incidente. E alla fine il magistrato Antonella Santi ha deciso di affidare a un processo la verifica delle responsabilità. Il 16 febbraio si presenterà, davanti al giudice di pace Tiziana Belviso, Walter Manfrin, il vigile del fuoco che quel giorno di giugno del 2013 era alla guida del mezzo di soccorso. L'uomo deve rispondere di lesioni colpose. Clara Marangon, la giovane studentessa universitaria di Scienze politiche a Milano rimasta coinvolta nell'incidente, era sopravvissuta allo schianto, ma aveva riportato lesioni gravissime e conseguenze irreparabili. Usciva dal supermercato dove aveva fatto la spesa, quel giorno. Aveva il verde, al semaforo che regola l'incrocio di viale Lodi, e questo l'aveva spinta a passare proprio nel momento in cui dall'altra parte arrivava il mezzo dei pompieri, a sirene spiegate e con i lampeggianti accesi. I vigili del fuoco stavano andando su un altro grave incidente. Lo schianto era stato terribile: l'auto della ragazza era stata presa sulla fiancata destra, con un impatto devastante, e trascinata per almeno venti metri. Nel processo saranno esaminate tre relazioni. La prima è quella dei vigili urbani, arrivati subito sul posto. In questa informativa si dà atto che la ragazza aveva il verde, mentre il camion dei vigili aveva il giallo ed era a sirene spiegate. La relazione disposta dal sostituto procuratore e affidata all'ingegnere Carlo Pollaro si spinge di più sulle possibili responsabilità, tirando in ballo le norme del codice che obbligano gli automobilisti a fermarsi in caso di segnali acustici dei mezzi di soccorso, e i conducenti di mezzi di soccorso ad adottare comunque comportamenti improntati alla prudenza. L'avvocato Orietta Stella, che rappresenta la famiglia della giovane, aveva affidato all'ingegnere Mattia Sillo, infine, una terza consulenza, che sottolinea come la ragazza aveva rispettato le regole. La giovane aveva appena fatto la spesa e stava uscendo dal parcheggio. Aveva sentito la sirena dei pompieri, ma forse era stata ingannata dal suono e pensava che il veicolo fosse già passato. In ogni caso non si era resa conto che quel camion stava attraversando proprio la strada dove lei stessa stava per immettersi.