Senza Titolo

di FERDINANDO CAMON Domani, mercoledì, torna in edicola Charlie Hebdo, il settimanale francese che ha pubblicato le vignette per le quali gli islamici jihadisti si sono infuriati e hanno fatto la strage. È seguita la caccia agli assassini, la loro uccisione, l'imponente manifestazione di solidarietà al popolo francese da parte di molti governi, anche islamici, alcuni dei quali fortemente illiberali in casa propria. Parigi è stata una scena mondiale, e tutti hanno voluto esibirsi. Ma domani il giornale continuerà con le stesse vignette? Tutto fa pensare di sì. E gli jihadisti s'offenderanno di nuovo? Non si vede perché no. Dunque, siamo da capo. Sui disegni satirici ci sono stati anche pareri discordi. Per il Financial Times erano incauti e inopportuni. Per il Telegraph, Nbc News e un'altra dozzina di testate la satira non può offendere i sentimenti religiosi. Il New York Times ha ricordato che in America vignette di questo genere non escono. Forse non c'entra nulla, ma Obama non s'è fatto vedere alla manifestazione di Parigi. I disegnatori dicono: la libertà di parola contiene la libertà di blasfemia, se non c'è questa non c'è quella. Non è vero. Se un filosofo vuol dimostrare che Dio non c'è e scrive la Critica della Ragion Pura, noi leggiamo il suo libro e, consentendo o dissentendo, gli siamo grati. Ma se uno gira per le strade bestemmiando come un turco e qualcuno lo denuncia? SEGUE A PAGINA 2