Condanna per estorsione Liberali andrà in appello

di Roberto Lodigiani wVOGHERA «Non abbiamo nulla da dichiarare», chiarisce Silvia Colombini, moglie di Pier Felice Liberali, l'imprenditore di Salice Terme condannato a cinque anni e due mesi di reclusione dal tribunale di Piacenza per estorsione ed evasione fiscale. Un riserbo logico e comprensibile. Ma il legale di Liberali, l'avvocato Celere Spaziante di Ivrea, pensa già al ricorso in appello, per puntare quantomeno a una riduzione della pena, se non all'assoluzione piena, rispetto al verdetto di primo grado considerato comunque troppo pesante malgrado lo sconto di un terzo già assicurato dal rito abbreviato. Il notissimo imprenditore oltrepadano, finito nei guai per la vicenda delle sponsorizzazioni sportive «gonfiate» e per le minacce e le botte al titolare della società piacentina Ad Erre commissionate - secondo l'accusa - a Christian Pisciotta, 35enne di Rea (a sua volta condannato a 5 anni), rimane agli arresti domiciliari nella sua villa di Salice, dove si trova dalla scorsa estate. Il 55enne Liberali non rischia il carcere, almeno fino alla sentenza definitiva. Nel frattempo, si attende la fissazione dell'udienza preliminare per l'altro troncone dell'inchiesta in cui figurano nove indagati, tra i quali anche il titolare della Ad Erre. ©RIPRODUZIONE RISERVATA