«All'autostazione la vigilanza è massima»
PAVIA «La zona dell'autostazione di via Trieste è una delle più controllate della città. Ogni giorno ci sono numerosi passaggi sia delle auto della polizia che di quelle dei carabinieri». Sono parole del questore Ivana Petricca dopo il pestaggio del ragazzino di 17 anni di Siziano che è finito in ospedale. Per fortuna guarirà in pochi giorni. E' stata aperta un'inchiesta alla caccia dei bulli che lo hanno pestato forse per vendetta. «Sappiamo che l'autostazione – continua il questore – è una zona molto frequentata dai ragazzi, la maggior parte sono studenti pendolari. Lì sono avvenute alcune aggressioni e litigi tra adolescenti. Per questo motivo abbiamo aumentato la sorveglianza e la zona è stata inserita tra quelle maggiormente vigilate. In pratica 24 ore su 24. Le nostre auto e quelle dei carabinieri ci passano sempre. Ovviamente non c'è una postazione fissa perchè non sarebbe possibile ma i controlli preventivi sono serrati, questo è sicuro. I familiari di questo ragazzo potevano rivolgersi al numero anti bullismo che è stato istituito di recente. I modi per difendersi ci sono». Il numero antibullismo è il 43002 ed è stato istituito dal dipartimento di pubblica sicurezza del ministero dell'Interno e funziona in diverse province italiane. Si possono rivolgere i ragazzi e genitori di studenti vittime di aggressioni in ambienti scolastici e durante i tragitti tra la casa e la scuola. Anche il rientro in autobus, come nel caso dello studente 17enne di Siziano, è tra i casi previsti dall'intervento del numero verde. Un numero che, in provincia di Pavia, funziona a partire dallo scorso mese di novembre. Sembra ci siano già state alcune telefonate di minori in difficoltà con i compagni di scuola. «Il nostro sforzo è ingente – spiega il colonnello Ernesto Di Gregorio, il comandante provinciale dei carabinieri – ma voglio ricordare che l'autostazione di viale Trieste è uno spazio chiuso dove, ogni giorno, passano moltissimi studenti. Colgo l'occasione per invitare i ragazzi a chiamare subito le forze dell'ordine quando si dovessero accorgere che qualcosa non va per il verso giusto». (a. a.)