Renzi a Bologna: «Investire sui giovani»
di Maria Berlinguer wROMA La doppia contestazione di operai e centri sociali non ha scalfito affatto l'umore di Matteo Renzi che alla vigilia del fatidico spegnimento delle 40 candeline da Bologna fa ancora professione di ottimismo. Malgrado il percorso ad ostacoli per l'agenda Renzi dovrà superare nelle prossime settimane e che va dalla elezione del nuovo capo dello Stato al passaggio in Parlamento della riforma elettorale e costituzionale. «Nel 2015 l'Italia deve e può giocarsi tutto, perché l'anno appena cominciato può essere un anno felix, ovvero fecondo», dice. È una città blindata quella che accoglie il premier venuto in Emilia per visitare il nuovo polo produttivo della Granarolo e per inaugurare l'anno accademico dell'Alma Mater. Gli operai davanti allo stabilimento incrociano le braccia per ore di sciopero contro il job acts. «80 euro o diritti, qua nessuno è fesso neanche la Lola», recita un cartello. Ma è in centro, davanti all'Università che si temono scontri con i centri sociali. Qualcuno prova a superare il cordone delle forze di polizia schierate con il lancio di un drone che però fallisce. Ed proprio ai giovani che prova a parlare il premier. «Oggi alla generazione che si avvia all'università arriva un messaggio che lascia presagire che l'Italia come un Paese spacciato, voglio dire agli studenti che non è così: questo è un Paese dove tutto è possibile», dice e chi lo nega «sta negando il diritto alla realtà, l'Italia è un Paese in cui è possibile cambiare le cose», aggiunge. «Domani (oggi, ndr) compio 40 anni quindi abbandono definitivamente tutta la retorica giovanile o presunta tale, entro negli anta, da cui è difficile che se ne esca vivi e mentre penso a questo fatto personale penso che l'Italia è un Paese che sta provando a scrivere una pagina nuova: non sappiamo se riusciremo a portare a casa un risultato positivo se non ce la faremo sarà colpa nostra, non perché qualcuno da fuori non ci ha fatto giocare ma perché non siamo stati bravi». Il premier invita tutti a liberarsi dalla stanca retorica sulla fuga dei cervelli e a investire sui giovani e torna a bacchettare l'Europa. «L'Europa dei tecnici e dei tecnocratici è miseramente fallita, persone che non sono state in grado di guidarci sulla retta via perché il nostro tempo non ha bisogno solo di tecnici preparati ma di competenza e preparazione». Per questo il premier insiste sulla necessità di lavorare perché impresa e università collaborino su un unico asse. Agli Atenei Renzi propone un «anno costituente» perché spesso i lavoro accademico è penalizzato dalla burocrazia e non riesce a valorizzare nel mondo, le eccellenze che pure ci sono». In serata, prima di tornare a Firenze, Renzi ha voluto incontrare Isabella Conti, sindaco di San Lazzaro, che aveva denunciato di aver ricevuto minacce per aver voluto fermare una maxi speculazione edilizia. ©RIPRODUZIONE RISERVATA