Morta nello schianto folla in duomo e palloncini per Sara
di Anna Mangiarotti wVIGEVANO L'ultimo applauso per Sara Cavallini, morta a 25 anni in un incidente stradale. E un grappolo di palloncini rossi che si alza dal sagrato del duomo, per scomparire dietro la facciata spinto dal vento, in un cielo azzurro che sa di primavera in anticipo. Ieri la cattedrale era piena di ragazzi, venuti a salutare l'amica, la compagna di scuola di ieri o di oggi, «piena di vita, una fiamma che ha bruciato troppo intensa e troppo poco», ha detto il diacono Alberto Ascani nell'omelia. Viveva a Cassolnovo con la madre Liliana, il padre Enzo, il fratello maggiore Matteo, 28 anni. La sera dell'Epifania ha cenato con amici a Vigevano, è risalita sulla Mini per andare a prendere un altro amico e tornare in città. Un'auto ha invaso la sua corsia, sul rettilineo tra Borgo San Siro e la frazione Belcreda di Gambolò. Illesi il ragazzo e la ragazza che erano con Sara, morta in ospedale qualche ora dopo. Ieri mattina è arrivato in duomo il feretro coperto di rose e orchidee, un cestino di farfalle di tulle posato sul legno. Davanti all'altare maggiore coperto di altri fiori, cesti e cuscini forma di cuore, hanno preso posto famiglia e parenti. «Me la ricordo piccolissima fra le braccia del papà, il giorno del battesimo, coi suoi immensi occhi chiari – ha aggiunto il diacono nell'omelia –. Principessa, signora: il nome scelto per Sara significa questo, in ebraico». Era bella: «Una bambola, dicevano. È rimasta bella, dentro e fuori». Le piaceva studiare: prima il liceo Omodeo di Mortara, poi la laurea breve in Scienza della comunicazione, con tesi sul mondo della moda. Stava preparando la specializzazione, per inserirsi meglio nel mondo del lavoro. Tanti progetti, molte speranze, qualche ambizione, e la compagnia di sempre per passare il tempo libero. Il 23 febbraio avrebbe compiuto 26 anni. Negli ultimi istanti di vita, ha provato disperatamente a frenare e spostarsi per evitare lo scontro. «Si vedeva che l'altra macchina ci stava arrivando addosso, come un proiettile», hanno detto i passeggeri della Mini. Sara Cavallini è stata sbalzata dal posto di guida, fuori dall'abitacolo. «Se n'è andata. Adesso il dolore è di chi resta», ha concluso il diacono. La messa è finita: fuori dal Duomo ancora qualche minuto per gli abbracci, la carezza furtiva del padre sulla cassa, un sorriso della mamma per dire che i palloncini si potevano liberare. Poi il carro funebre è partito, per la cremazione. ©RIPRODUZIONE RISERVATA