La Versa, appello ai soci: «Sottoscrivete l'aumento di capitale»

di Donatella Zorzetto wSANTA MARIA DELLA VERSA Saranno giorni cruciali, i prossimi, per le Cantine La Versa, di Santa Maria, e "Terre d'Oltrepo" di Broni. Per la prima il 28 scadrà il termine per sottoscrivere l'aumento di capitale della società, dopo la ricapitalizzazione approvata dall'assemblea dei soci lo scorso 21 dicembre. E, proprio in vista di questa scadenza, il consiglio di amministrazione ha inviato a tutti i soci una lettera, invitando a sostenere il progetto di salvataggio proposto dalla cantina oltrepadana. «Chiediamo a ciascun socio di non far mancare il proprio appoggio alla società, non dando credito a voci e a insinuazioni che non vogliono, e non possono, fare certo il bene della nostra società – scrive nella lettera il presidente Alberto Dino Scarabelli –. Siamo certi che ognuno saprà cogliere l'importanza del momento e la necessità di non far mancare il proprio concreto sostegno a una realtà di storica, quanto centrale, importanza per il territorio, qual è da sempre il marchio e la società "La Versa"». Chi non verserà le proprie quote entro il 28 gennaio, perderà la qualifica di socio "La Versa". Intanto, dopo il voto di dicembre, il Cda prosegue nelle trattative per il salvataggio dell'azienda, in partnership con i soggetti interessati all'operazione, in particolare la cordata di imprenditori bresciani, guidata da Abele Lanzanova. «La sottoscrizione delle quote rientra in un più ampio e articolato processo di ristrutturazione e di rilancio aziendale, con il possibile e verosimilmente prossimo ingresso nel capitale della nostra società di nuovi partner industriali e finanziari, con ulteriore apporto di capitali e di opportunità commerciali non soltanto sul mercato nazionale» conclude Scarabelli. Non sono meno agitati i futuri giorni per la Cantina di Broni. Il 15 gennaio prossimo è prevista un'assemblea di chiarimento con i 150 soci che, per chiedere questo, hanno firmato una petizione indirizzata al Cda; il 29 gennaio sono invece in programma le elezioni del nuovo consiglio di amministrazione: sono le due scadenze più vicine, e importanti, per "Terre d'Oltrepo", diretta ad dal dimissionario, poi reintegrato, Livio Cagnoni. Nei giorni scorsi il Cda ha riammesso Cagnoni, indagato per frode nel commercio e falso proprio in relazione all'attività della Cantina, accogliendo con 9 voti favorevoli contro due astenuti la sua richiesta. Tra i due oppositori c'è Italo Compagnoni, che, in aperto dissenso con il Cda, ha rassegnato le dimissioni presentando una lettera che descrive uno stato d'animo contrariato «ma – ha spiegato l'interessato – in ogni caso fiducioso per il futuro della Cantina». L'ex consigliere, che ha preannunciato di non volersi candidare per le elezioni di gennaio a "Terre d'Oltrepo", ha avanzato due proposte per la gestione dell'azienda: la prima è quella di affidarla a un manager che conosca la struttura e la clientela; la seconda, vista come più difficile, è la «collaborazione con Torrevilla per una fusione prima della prossima vendemmia». (ha collaborato Oliviero Maggi)