«Scuole, la colpa è solo del Comune»

di Fabrizio Merli w PAVIA Scuole fredde: ieri mattina alcuni alunni delle medie Leonardo da Vinci hanno chiesto di andare a casa in anticipo. Per il resto, la situazione si sta normalizzando, anche se divampa la polemica politica. Alberto Artuso, consigliere di amministrazione di Asm nominato, a suo tempo, in quota centrosinistra, ma ormai uscito dal Pd, tiene a precisare alcune cose: «Tre anni fa – dice – gli impianti di riscaldamento erano già obsoleti e il contratto di servizio tra noi e il Comune ammontava a 2,8 milioni di euro l'anno. Quando faceva freddo, il bidello chiedeva di alzare il termostato e tutto andava bene. Poi, due anni fa, il contratto è stato ridotto a 2,5 milioni e l'anno successivo a 2,3 milioni». Quest'ultimo è il contratto tutt'ora in regime di proroga. Con l'arrivo della giunta Depaoli si è tenuta la gara per l'assegnazione del servizio per la gestione del calore. Asm Pavia ha partecipato con una società (A2e) nella quale detiene il 35 per cento, a fronte di un altro 35 di Asm Voghera e di un 30 della società privata Eti. A2e si è aggiudicata l'appalto per un valore di 1,8 milioni di euro, ma l'assegnazione è stata impugnata davanti al Tar. «Un conto – prosegue Artuso – era avere un contratto da 1,8 milioni di euro con la prospettiva di gestirlo per 8 anni. Avremmo fatto investimenti su caldaie e termoconvettori. Ma senza avere la certezza dell'aggiudicazione del servizio, non avrebbe avuto senso investire dei soldi. D'altro canto, sono almeno tre anni che chiediamo al Comune di intervenire. In una scuola, ad esempio, i termoconvettori non hanno la ventola e non possono essere efficaci. Purtroppo manca la collaborazione con i funzionari del Comune». «A questo punto – conclude Artuso – gestiremo il servizio in perdita, perchè ovviamente non possiamo sospendere il riscaldamento nelle scuole. Quanto, infine, alla penale che il sindaco ci vorrebbe applicare, il contratto in proroga non è ancora stato firmato, per cui mi chiedo come si possa chiedere una penale a una parte che non ha un contratto». La precisazione di Artuso, tuttavia, non convince il sindaco, Massimo Depaoli: «Le condizioni del contratto erano chiare. Se Asm aveva dei problemi, avrebbe dovuto farli presente. La gara, poi, è stata svolta sulla base dei parametri Consip, quindi su un valore stabilito, a livello nazionale. Nel contratto, poi, è stabilito un valore minimo di temperatura che Asm deve garantire». Il sindaco, a proposito del contratto meno vantaggioso per Asm, aggiunge un'altra considerazione. «Tra l'ottobre 2013 e l'aprile 2014, il contratto di servizio è costato 2.660.000 euro. Nel periodo successivo, l'importo è sceso a 2.505.000 euro. Quindi circa 150mila euro in meno. Però, bisogna tenere conto anche del fatto che Asm, nel frattempo, ha cambiato il fornitore del gas e questa operazione ha consentito all'azienda di via Donegani di risparmiare circa 80milan euro. Quindi, alla fine, la differenza tra il contratto precedente e quello attualmente in vigore è di poche decine di migliaia di euro».