«Loro avrebbero voluto altra satira»
di Giacomo Leso wPARIGI «Faremo un giornale normale non certo una necrologia» spiega un redattore di Charlie Hebdo ad un giornalista di Le Monde. Conterrà disegni dei vignettisti assassinati: Cabù, Wolinski, Charb, Tignous. Al settimanale satirico parigino sono arrivate proposte di collaborazione da vignettisti di tutti i Paesi del mondo ma la scelta della redazione è stata quella di un giornale ridotto e rappresentativo dello humour dei suoi vignettisti assassinati. Ospitata da Libération, la redazione di Charlie Hebdo, composta di professionisti specializzati, giornalisti e vignettisti, si è messa subito al lavoro: «La nostra urgenza è la chiusura del numero lunedì». Fuori dalle stanze del quotidiano che ospita la redazione satirica, le operazioni di polizia ancora in corso, per fermare la violenza criminale e assassina dei terroristi che mercoledì hanno falciato con il loro odio le vite di 10 personalità intellettuali, le migliori "plumes" e matite. «Non la daremo vinta all'odio e reagiremo con un'edizione speciale». Otto pagine invece che 16, ma una tiratura eccezionale di 1 milione di esemplari invece che di 60mila. «Non so come faremo» testimonia, sconvolto e con la voce spezzata, il grand reporter di Charlie Hebdo, Laurent Léger su France Info. «Qualcosa faremo e comunque entro lunedì pomeriggio, quando dovrà partire in stampa. Ma questo numero lo dobbiamo fare, perché Charb e gli altri lo avrebbero assolutamente voluto. Avrebbero voluto che noi dicessimo che esistiamo. Faremo un giornale per dire che la sfida è il fatto di esistere, la sfida di dire le cose, di continuare a lottare contro la stupidaggine, contro l'imbecillità umana, contro l'oscurantismo e contro tutti i fondamentalismi». «Il nostro giornale sarà scritto con le lacrime» afferma l'urgentista Patrick Pelloux, che ha una colonna di cronaca politica, sociale e medica su Charlie Hebdo: «Come avrebbe detto Cabu, dobbiamo fare un giornale ancora più bello». Ieri, anche il primo ministro Manuel Valls si è recato all'interno della redazione del quotidiano per sostenere l'équipe del settimanale satirico. Accompagnato dalla ministra della Cultura e della Comunicazione, Fleur Pellerin. L'attacco di mercoledì e i sequestri di ieri, oltre che il tentativo di spuntare qualche matita rappresenta una violazione fondamentale della libertà di espressione satirica e punta all'imposizione di tabù, insopportabili per la cultura di solidarietà ed uguaglianza di un paese forte.Pellerin ha annunciato che intende sbloccare "d'urgenza" un milione di euro, al fine di "assicurare la perennità" della testata: «Tutta la forza che ci rimane, la metteremo nelle otto pagine che stiamo componendo per mercoledì prossimo». ha dichiarato all'Afp, Richard Malka, avvocato di Charlie.©RIPRODUZIONE RISERVATA