Il bluesman Poggi suona a Milano e presenta il suo disco
di Carlo Gobbi wVOGHERA Quarant'anni di attività e disco numero 18: Fabrizio Poggi, bluesman vogherese, stasera a Milano al «Milano Blues 89» chiama a raccolta amici, sostenitori, appassionati di musica del Nord Italia per un'occasione davvero importante. «Deve essere una festa, un ritrovo fra vecchi amici, nel nome della passione per la nostra musica, con tutti coloro che mi seguono e mi sostengono da anni». Ma veniamo al nuovo disco: si chiama «Spaghetti Juke Point», contiene 13 brani. «Qualcuno scritto da me – dice ancora Poggi – altri, molto noti, rivisitati secondo il mio stile e la mia musica: brani blues, classici, e cover». Stasera (inizio ore 21, teatro «Milano blues 89», via Fratelli Zoia 89, zona San Siro, ingresso 12 euro) il concerto dell'armonicista vogherese con i suoi Chicken Mambo sarà presentato dal giornalista e scrittore Roberto Caselli. Il disco che ha preceduto «Spaghetti Juke Point» si chiamava «Juba Dance»: Poggi lo aveva inciso con Guy Davis ed era stato per otto settimane al primo posto della classifica dei dischi blues più trasmessi dalle radio americane. Poggi stasera si esibirà con i suoi Chicken Mambo, una formazione che eccelle per energia, talento e grande esperienza e composta oggi da Enrico Polverari, Tino Cappelletti e Gino Carravieri. Il disco è un ritorno al rock blues di Freddy King, Canned Heat, Johnny Winter e Zz Top, alle sonorità degli Allman Brothers Band, al british blues di John Mayall e Rory Gallagher e al variegato mondo musicale di New Orleans. Al suo fianco tre ospiti di grande caratura: Sonny Landreth, Ronnie Earl e Bob Margolin. Il disco vede anche la presenza di tre eccellenti musicisti di casa nostra: Claudio Bazzari, Sara Cappelletti e Claudio Noseda. «I miei amici lomellini, pavesi e oltrepadani – continua ancora Poggi – stasera potranno ritrovarsi a Milano, in un teatro dall'ottima acustica per festeggiare insieme al sottoscritto e ai suoi musicisti per una serata da ricordare. Il titolo dell'album che presenteremo stasera vuole essere un omaggio a quegli italiani che alla fine dell'Ottocento andarono a raccogliere il cotone al fianco dei neri nelle piantagioni del Mississippi, lottando strenuamente contro zanzare, inondazioni e pregiudizi razziali. Loro erano là quando gli afroamericani crearono il blues». Fabrizio Poggi, dopo il concerto milanese, ha in calendario un fitto programma di appuntamenti: dalla provincia di Alessandria a Biella, poi a Genova, Roma e Firenze. «E da metà marzo il via al tour europeo, toccando anche Belgio e Olanda». Il musicista vogherese è il primo italiano candidato agli Oscar del blues, «Blues music award nominee»: «Una gratificazione importantissima, dovuta anche al fatto di aver potuto suonare con Guy Davis». In carriera ha suonato e registrato con tanti grandi del blues, del rock e della canzone d'autore, fra cui Garth Hudson, The Blind Boys of Alabama, Marcia Ball, Jerry Jeff Walker, Zachary Richard, Flaco Jimenez, John Hammond, Little Feat, Charlie Musselwhite, Kim Wilson, Augie Meyers, Steve Cropper, The Original Blues Brothers Band, Richard Thompson, Eric Bibb, Billy Joe Shaver, Ponty Bone e Otis Taylor. Stasera a Milano Poggi si esibirà con i suoi Chicken: Tino Cappelletti, leggendario bassista blues e rock, per 20 anni con la Treves Blues Band; Enrico Polverari, chitarrista cagliaritano dal sound energico e passionale; Gino Carravieri, percussionista di grande gusto e sensibilità, con una carriera quarantennale al fianco di celebri artisti rock, pop, jazz e blues.