Ecco il rock dei Bad Bon Roses la band giovane della Lomellina

ROBBIO Negli Anni '80 non erano ancora nati, ma quel rock senza tempo li ha affascinati e così hanno deciso di riproporlo. Sono i Bad Bon Roses, cinque ragazzi lomellini tra i 16 e i 24 anni accomunati dalla passione per il rock, soprattutto quello di Bon Jovi e dei Guns N' Roses. E in Lomellina (e non solo dato che in programma c'è una data anche Brescia) hanno già in programma pareccbi concerri. Oggi Bad Bon suoneranno dalle 22,30 al Jumanj Pub di viale Artigianato a Vigevano con ingresso libero. La band è nata nel 2013 da un'idea del cantante, ora 22enne, di Robbio Sonny Rognone e dell'amica chittarista, ora 20enne, di Zeme Andrea Fleba. Poi insieme a Sonny Roxx e Andy Flexx, questi i nomi d'arte di Rognone e Fleba, si sono aggiunti Marco Fleba (in arte Iron Boy, 16 anni di Zeme alla chitarra ritmica), Marco Corazza (Dick Lixx, 18 anni di Castello d'Agogna al basso), Davide Sadok (Dave Sadok, 18 anni di Mortara alle tastiere) e Stefano Bonfico (Steve Boxx, 24 anni di Castello d'Agogna alla batteria). «Siamo affascinati dal rock americano degli Anni '80 e proponiamo uno spettacolo rielaborando e personalizzando successi di gruppi che hanno fatto storia, come i Bon Jovi, Guns N' Roses, Europe, Motley Crue, Cindella, Poison, Wasp, Kiss e tanti altri, fino ai piú moderni Steel Panther. Proponiamo uno spettacolo ironico e coinvolgente, caratterizzato da costumi di scena tipici dell'era glam: abiti zebrati, leopardati, muccati: tutto molto appariscente». E in meno di un anno, da maggio 2014 ad oggi, i giovani rocker lomellini sono già stata chiamati per 19 concerti. «Ma i nostri obiettivi rimangono terra a terra – dicono – Vogliamo fare spettacoli che lascino il segno nella memoria del pubblico. Non vogliamo diventare chissà chi, ci basta essere una di quelle band che suona ogni venerdí e sabato: e magari tra 15- 20 anni, essere ancora in giro. La musica non ti dà certo da mangiare, questo è solo una bella passione e tale deve rimanere, una passione che ti porta a girare continuamente luoghi nuovi, conoscere nuova gente, e anche a fare investimenti monetari non trascurabili per attrezzatura e strumenti. Entro fine 2015 vogliamo anche fare un disco con le nostre canzoni». Sandro Barberis