Nuova aggressione al Pronto soccorso
di Anna Mangiarotti e Claudio Malvicini wVIGEVANO Tenta di aggredire un'infermiera del Pronto soccorso, poi scappa. L'altra sera verso le 21.30, un ragazzo di circa vent'anni si è presentato in evidente stato di alterazione in ospedale, dicendo di sentirsi male e chiedendo di essere visitato subito. Quando è stata aperta la porta che porta alle sale per le visite, si è messo ad urlare frasi incomprensibili e si è avventato su un'infermiera. La donna è riuscita a scansarsi e il ragazzo, vedendo arrivare altro personale del Pronto soccorso, ha deciso di allontanarsi. Non sono state danneggiate le strutture, e anche il pubblico servizio non ha subìto interruzioni significative, dato che il ragazzo si è allontanato subito, ma la spavento è stato forte. In via Leonardo da Vinci è intervenuta una pattuglia della squadra volante della polizia per raccogliere le testimonianze del personale dell'ospedale e ricostruire l'identità dell'aggressore. Non è il primo episodio di questo tipo che si verifica nei reparti di Pronto soccorso degli ospedali lomellini. Il più grave l'anno scorso a Mortara, quando un paziente aveva rotto un dito a un medico del Pronto soccorso. Anche a Vigevano però non è raro che in Pronto soccorso, reparto che nei primi 11 mesi del 2014 si è occupato di quasi 195mila persone, entrino pazienti in stato di alterazione. «Il rischio è inevitabile in un lavoro così – spiega Sante Marangon, sindacalista della Cgil – ma oltre a medici e infermieri c'è in servizio solo una guardia giurata, che però non è un carabiniere o un poliziotto. La presenza delle guardie giurate è stata voluta dall'Azienda ospedaliera più che altro per prevenire i furti e i danneggiamenti. Dopo gli ultimi episodi le forze dell'ordine si erano impegnate a passare più spesso in ospedale e a intervenire in fretta in casi così, ma carabinieri e polizia devono coprire un territorio vasto e con pochi uomini, per cui alle parole non sempre possono seguire i fatti». «La soluzione – secondo Marangon – è riaprire il posto di polizia, attivo fino agli anni Novanta. Al momento gli agenti passano ancora in ospedale, due o tre volte a settimana, ma più che altro per raccogliere segnalazioni e denunce. Non aiuta il fatto che gli ambulatori siano ormai ospitati nei reparti degli ospedali, così un ladro può farsi passare per il paziente di un ambulatorio e nessuno può dirgli nulla se non lo si coglie sul fatto. Per aiutare a trovare i colpevoli dei furti e degli atti vandalici che periodicamente si verificano, l'azienda potrebbe installare altre telecamere oltre a quella che si trova nella sala d'attesa del Pronto soccorso».