Strade pericolose, la Giovi al 4° posto in Lombardia

di Giovanni Scarpa wVELLEZZO Venticinque chilometri di rettilineo quasi ininterrotto, fino al confine con il Milanese, fra autovelox, rosso stop e rotatorie, ma anche buche, incroci pericolosi e segnaletica sbiadita. L'ex statale dei Giovi (soprattutto nel tratto fra Pavia e Binasco) a giusta ragione rientra fra le 10 strade più pericolose della Lombardia. Al quarto posto, per la precisione, sulla base di uno studio di Aci ed Istat, secondo cui nel 2014 sono calati incidenti e vittime ma l'indice di pericolosità di alcuni tratti extraurbani resta molto alto. Fra le meno sicure, oltre all'ex ss 35, anche l'ex ss 10 della Padana inferiore, sempre nel tratto pavese. Cioè da Casteggio (dove la provinciale continua arrivando da Tortona) fino a Binasco, dopo aver passato Casatisma, Bressana in Oltrepo e Cava Manara, San Martino, Pavia e Certosa nel Pavese prima di raggiungere Milano nel suo tratto finale. Non che manchino, soprattutto in questo ultimo pezzo fra il più frequentato dai pendolari, postazioni e strumenti per il controllo della velocità. Il primo, si incontra subito al Cassinino a Pavia. L'autovelox venne installato quasi a furor di popolo dopo il drammatico incidente in cui perse la vita nel 2011 Valeria Pelucchi, 37enne impiegata di Certosa, mamma di due bimbi piccoli. «Su questa strada purtroppo sono morte tante persone, soprattutto del nostro paese – commenta il sindaco Marcello Infurna –. Per questo ci battiamo da anni per la tangenziale. Poi la mancanza di fondi per la manutenzione ha notevolmente peggiorato negli ultimi tempi le condizioni del manto stradale, rendendo ancora più pericolosa questa strada. Che, non dimentichiamolo, è una delle più importanti e trafficate dell'intera provincia visto che porta a Milano». Nel lungo rettilineo che da Vellezzo porta a Giussago si trova uno dei più famigerati autovelox della zona, quello di Giovenzano. Lo scorso hanno sono state date multe per più di 150 mila euro. Proseguendo verso il capoluogo lombardo, ci sono anche un rosso stop a Casarile, uno a Binasco e ben due a Zibido San Giacomo. Ma su questa strada si continua a correre. Troppo. Tantissimi gli incidenti nel 2014, anche molto gravi. «Per quello che ci riguarda, la situazione è notevolmente migliorata grazie alla realizzazione della rotatoria di Vellezzo che interessa anche la nostra frazione di Nivolto – spiega il sindaco di Giussago Massimiliano Sacchi –. Restano, comunque, tutte le problematiche. A partire dalle condizioni dell'asfalto e dalla mancanza di manutenzione che rendono l'ex ss 35 pericolosissima». Paradossalmente il punto peggiore, per buche e crepe, è proprio davanti all'autovelox di Giovenzano (Vellezzo). Ma in molti punti, prima e dopo, anche la segnaletica sulla strada è quasi scomparsa. Come a Torriano, frazione di Certosa, dove in molti punti le strisce bianche in mezzo alla strada non si vedono, mentre in altri tratti manca un corridoio di sicurezza dove accostare in caso di guasto all'auto che rende ancora più a rischio l'ex statale dei Giovi. Infine, il vero grande problema di tutte le strade extraurbane della provincia di Pavia: le buche. Come fra Giussago e Casarile, dove una lunghissima sequenza di squarci sull'asfalto mette a durissima prova ammortizzatori e stabilità delle auto in transito.