Migliaia di matite contro l'intolleranza

PARIGI Je suis Charlie. Io sono Charlie. Tre parole di solidarietà. Precedute da un hashtag sono diventate parola chiave su Twitter per condividere rabbia e desiderio di libertà, anche con vignette sull'attentato al settimanale francese Charlie Hebdo. Tre parole che hanno chiamato a raccolta centinaia di migliaia di persone. Nelle piazze. A Parigi place de la République ha accolto un mare di gente. Matite al cielo, come bandiere, più forti dei cartelli. Di quelle armi che hanno ucciso dodici persone, tra giornalisti e agenti. Candele, luci nel buio delle città. Una manifestazione, quella di Parigi, iniziata nel tardo pomeriggio su iniziativa delle organizzazioni dei giornalisti francesi, un raduno di solidarietà. Tra i primi ad arrivare alcuni studenti di giornalismo con uno striscione «Solidali» e cartelli con messaggi sulla libertà di stampa che «non ha prezzo» e contro l'integralismo che «non vincerà». Alcuni hanno anche portato mazzi di fiori, e messaggi su sfondo nero con la scritta «Je suis Charlie», la stessa immagine che è diventata fotografia dei profili sui social network, che è diventata sintesi di quella solidarietà testimoniata in tante forme. Emozione e commozione. Uno degli striscioni più visibili recitava: «L'ennesima prova che se Dio fosse grande, sarebbe piccolo di fronte alla stupidità umana. Ciao Charlie». Non solo Parigi. A seguire l'esempio della capitale francese decine di città. A Lione le copertine del settimanale sono state esposte in place des Terreaux, con la folla raccolta in piazza: «On est tous des Charlie». Siamo tutti Charlie. Si parla di 10-15mila persone, a Lione. Manifestazioni anche a Strasburgo, Bordeaux, Amiens, Marsiglia e Nantes, qui si sono raccolte circa 5mila persone. Poi Berlino, Roma in piazza Farnese, dove oggi alle 18 ci sarà una fiaccolata, Copenhagen, Bruxelles. A Trafalgar Square a Londra le persone hanno esposto la copertina del numero di Charlie Hebdo pubblicato dopo l'attacco alla sede del settimanale, nel 2011. Sullo sfondo giallo un musulmano bacia sulla bocca un giornalista del settimanale. Vignetta accompagnata dalla didascalia «L'Amour plus fort que la haine». Una copertina simbolo delle battaglie del giornale satirico. A Madrid sono stati portati fiori e candele davanti all'ambasciata francese. E poi le redazioni di giornali di tutto il mondo, con i giornalisti che tengono tra le mani cartelli «Je suis Charlie». E le foto, un fiume di fotografie dalle piazze di tutto il mondo con le penne tra le mani e fogli a quadretti diventati luoghi di libertà. Come le vignette. Tante, anche quelle, condivise sui social e portale nelle piazze. (ma.br.) @mariannabruschi ©RIPRODUZIONE RISERVATA