Alfano: «Il livello di allerta in Italia è elevatissimo»

di Andrea Scutellà wROMA Le divise sono comparse già nel primo pomeriggio di ieri, sotto le redazioni dei principali quotidiani italiani, in particolare nella Capitale. L'imperativo che viene dal Viminale è quello di migliorare le misure di vigilanza e di prevenzione su tutti gli obiettivi sensibili. L'attenzione dopo la strage del Charlie Hebdo non può che essere rivolta agli organi di informazione. Senza dimenticare, però, le sedi istituzionali e le ambasciate - in particolare quelle di Usa, Francia e Israele - e la necessità di intensificare l'attività investigativa sul territorio per monitorare i gruppi più vicini al terrorismo di matrice islamica. Sono queste le misure che il ministero dell'Interno ha raccomandato a questori, prefetti e alle autorità locali, dopo la riunione del Comitato di analisi strategica antiterrorismo, convocato dal ministro Angelino Alfano e composto da esperti in materia, dalle forze dell'ordine e dai servizi di intelligence italiani. Il premier Renzi era in riunione con il numero uno del Viminale quando ha appreso la notizia del tremendo attacco al Charlie Hebdo e, proprio in quell'occasione, i due avrebbero avuto un primo colloquio sulle possibili minacce. «Il livello di allerta è elevatissimo, benché non ci siano tracce concrete di segnali specifici di organizzazioni di eventuali attentati in Italia», ha dichiarato Alfano, durante la registrazione del programma "Porta a Porta". Il pericolo non sarebbe alle porte, insomma, ma prevenire è sempre meglio che curare. E la prevenzione non passa soltanto dalle porte nazionali, come sottolineato in un tweet dello stesso Alfano. «Siamo in presenza di una sfida senza precedenti - ha scritto il ministro -. Abbiamo bisogno non di parole razziste, ma di una strategia comune europea». La stessa strategia invocata dal premier nel suo colloquio con l'ambasciatore francese Catherine Colonna. Di diverso parere Alessandro Cattaneo di Forza Italia, che parla della necessità di mostrare i muscoli fronte a una simile strage: «L'attacco di matrice islamica avvenuto a Parigi oggi deve risvegliare le nostre coscienze, per troppo tempo addormentate da un certo buonismo di sinistra. Gli uomini dell'Is e i "lupi solitari" sono una minaccia concreta alla nostra sicurezza. Abbiamo il nemico in casa. L'Is, ad esempio, controlla mezza Libia. Ci separa in sostanza un braccio di mare dai tagliatori di teste». ©RIPRODUZIONE RISERVATA