Le risate dei Magatlòn alla rassegna di Mortara

VALLE LOMELLINA Ci saranno anche i "Magatlòn" alla terza edizione della Rassegna lomellina di teatro dialettale, organizzata dal Comune di Mortara con il sostegno dell'Ecomuseo del paesaggio lomellino e di AsMortara. Nella riunione organizzativa in programma domani sera a Mortara, nelle sale di palazzo Cambieri, si dovranno definire le date degli spettacoli primaverili. «Ma noi sappiamo già quale copione portare in scena all'Auditorium di Mortara – spiega il presidente Massimo Savio – Si tratta della commedia dialettale in due atti "Al temp di muròn", la nostra ultima fatica». In questo caso, tagliato il traguardo della terza età, quel muscolo chiamato cuore può ancora riservare piacevoli e inaspettate sorprese per il Pinu e la Cesira, i due protagonisti impersonati da Carlo Zanotti e Massimo Savio, che sono anche autori e registi. Con loro sul palco salirà un gruppo affiatato e applaudito da più di 25 anni in Lomellina e nei territori limitrofi: Massimo Mazzucco (Cichìna), Maurizio Cabrino (Giàcum), Marino Maggioni (Rènsa), Giovanni Maggioni (Nunzia), Beppe Bagnasco (Marièta), Carlo Zemide (Eros) e Achille Maestri (Riccardino). Non meno importante le figure che lavorano dietro le quinte: Daniele Zemide (luci e suoni), Patrizia Biscalgin (trucchi) e Manuela Cavallini (costumi). Il nucleo storico dei "Magatlòn" proviene da Valle Lomellina e da Candia: luoghi e ambienti, di paese e di campagna, che hanno ispirato i fondatori di uno dei gruppi amatoriali più longevi della Lomellina e dell'intera provincia. Ancora una volta, con "Al temp di muròn", i grandi burattini, in dialetto "magatlòn", saranno la felice trasposizione teatrale dei vizi e delle virtù più comuni della gente lomellina. Succede così da quel lontano 1989, quando gli attori misero in scena fra gli applausi "Tra la mélia e ‘l ris l'è un varietà da paìs". «Abbiamo iniziato con niente, senza contributi o finanziamenti da parte dei Comuni della zona», ricordano i Magatlòn. Poi una lunga carrellata di successi, fra risate, applausi e sperticati elogi. In ogni rappresentazione i "burattini" danno il meglio di sé descrivendo il lato più scanzonato della popolazione lomellina. Come nella commedia "Al sarà al diluvi di paisàn", quando un diluvio universale fu rinviato per la buona volontà dimostrata da Pinu, un "paisàn" (bracciante) che aveva risposto alla prima chiamata di un Signore bilingue, che ammoniva un po' in italiano un po' in vernacolo lomellino. O come nel "Condominio Iris bleu", la più classica delle situazioni-tipo: un'anziana coppia di contadini che si scontra con l'insostenibile frenesia della vita di città. Senza dimenticare la beneficenza, i "Magatlòn" si sono esibiti, fra gli altri, per Telethon, l'oratorio parrocchiale di Valle e l'Auser "Nerino Cobianchi" di Cilavegna. Umberto De Agostino