Un omaggio a Govi e al dialetto pavese

L'odio tra loro pare non sia mai esistito, ma la storia li tramanda come eterni rivali. Così domani approda all'Elfo Puccini di Milano "Amadeus", testo di Peter Shaffer dedicato al genio del "Don GiovannI", con Tullio Solenghi (foto) nel ruolo di Salieri e Aldo Ottobrino in quello di Mozart. Amadeus è il titolo della pièce teatrale in due atti, scritta da Peter Shaffer nel 1978, da cui e` stato poi tratto l'omonimo film del 1984 diretto da Milos Forman (8 Oscar). Il dramma racconta il tentativo del compositore italiano Antonio Salieri di distruggere la reputazione dell'odiato avversario Wolfgang Amadeus Mozart. Odio mai esistito nella vita reale: i due infatti lavorarono anche insieme e spesso Salieri, musicista mediocre, fu un buon consigliere per Mozart, musicista invece geniale. Shaffer trae spunto dal dramma di Puskin intitolato Mozart e Salieri, in cui quest'ultimo per gelosia ed invidia avvelena Mozart. Nel testo di Shaffer Salieri, ormai vecchio e malato mette in giro la voce infondata di aver assassinato Mozart nel 1791. Da domani fino al 18 gennaio. Orari: martedì-sabato 20,30, domenica 16,30. Biglietti: intero 30.50 euro (martedì posto unico 20 euro), ridotto per minori di 25 anni e maggiori di 65 anni 16 euro, scuole 12. PAVIA "Pignaseca, Pignaverda" è il titolo della commedia brillante, per la regia di Lina Pagliughi, che il Gruppo Teatrale "Città Giardino" porterà in scena sabato alle 15.30, nella sede dell'Aps Cazzamali (via Fratelli Cervi 72). Scritta a quattro mani da Gilberto Govi ed Emerico Valentinetti, la commedia è un omaggio al dialetto pavese, ma soprattutto allo stesso Govi (1885 – 1966), fondatore del teatro dialettale genovese, uno dei simboli della città della Lanterna e ancora oggi ricordato per alcuni grandi classici di genere teatrale diventati suoi cavalli di battaglia. Tra questi, oltre a "Pignaseca e Pignaverda", il Gruppo Teatrale "Città Giardino" ha riadattato in dialetto pavese e portato in scena negli ultimi anni anche "Gildo Peragallo, ingegnere" (appena prima di quest'ultima), "I manezzi pe majâ na figgia", "La bonanima" e "Suta a chi tuca". «Abbiamo iniziato nel 2001 e oggi abbiamo all'attivo più di 100 rappresentazioni teatrali, su una decina di copioni – dice Giulia Nielsen, coordinatrice della compagnia, che oggi conta una dozzina di persone dai 65 anni in su, compresa la regista e attrice Lina Pagliughi, ottantenne – Quindi sono 14 anni che portiamo in scena commedie in dialetto e, nonostante l'età, non riusciamo a smettere. Siamo tutti molto affezionati, sia al gruppo, che all'idea di continuare a far vivere sul palcoscenico il dialetto pavese e queste storie ambientate negli Anni '50 e '60, divertenti e mai volgari». In particolare, "Pignaseca e Pignaverda" – che nella sua rivisitazione in chiave pavese è ambientata a Pavia negli Anni '50 – prende di mira l'avarizia con una vicenda che, tra battute scoppiettanti e colpi di scena, gira attorno a due avari incalliti (Pignaseca e Pignaverda), alle prese con una dote, interessi ed affari personali. E se le ultime commedie sono tutte tratte dal vasto repertorio di Gilberto Govi, prima di lui l'autore "ufficiale" della compagnia era lo scrittore e poeta pavese Ugo Bensi. «Bensi ambientava le su storie prima nella cascina e poi nella città – spiega Nielsen – Poi quando è mancato lui abbiamo iniziato ad attingere alle commedia di Govi, le cui storie non avevano niente a che vedere con le commedie moderne, dato che sia nella trama che nel linguaggio rispondevano ai cliché della commedia di una volta, che sapeva far divertire con ironia, mettendo alla berlina vizi e difetti umani, senza alcun bisogno di scadere nella volgarità». L'ingresso è libero. (m. piz.)