«La tragedia di Sara si poteva evitare»
I ladri sono riusciti a scappare, ma i carabinieri hanno recuperato della refurtiva, in un capannone alla periferia di Cassolnovo: una Toyota Yaris, provento di furto ai danni della ditta "Coremac" di Vigevano, avvenuto il 25 dicembre. Nell'auto c'erano bottiglie di alcolici e abbigliamento sportivo, rubati dal campo sportivo di Sozzago (Novara) alla società sportiva "Amatori Sozzago" , il 6 gennaio. L'altra notte, i carabinieri del nucleo operativo e radiomobile della compagna di Vigevano sono intervenuti dopo una segnalazione arrivata da privati cittadini. I militari hanno notato delle persone uscire da un capannone: vedendo i militari sono scappati nelle campagne circostanti, riuscendo a dileguarsi. L' ispezione della zona ha permesso di trovare appunto la Toyota rubata il giorno di Natale e il bottino del furto messo a segno in provincia diNovara. Tutta la refurtiva è stata restituita ai proprietari.( a.m.) CASSOLNOVO «Non è giusto morire così a 25 anni. Sara era uscita per una serata tranquilla con gli amici da passare in centro a Vigevano, ma si è trovata con un'altra auto dalla direzione opposta nella sua corsia». Le tante persone vicine a Sara Cavallini, la ragazza di Cassolnovo morta nella notte tra lunedì e martedì, dopo uno scontro frontale sulla strada che collega Vigevano a Garlasco, costeggiando Borgo San Siro e la frazione gambolese di Belcreda, ne sono certi anche a mente fredda: la notte dell'Epifania, la tragedia era evitabile. Gli altri occupanti dell'auto, (una 25enne di Remondò e un 19enne di Dorno entrambi già dimessi dall'ospedale), hanno raccontato che Sara ha provato in ogni maniera ad evitare l'impatto, perché aveva capito che stava per avvenire: «Ci ha provato in ogni modo, ma non ce l'ha fatta» hanno detto. Ora è anche il momento del dolore per questa giovane, due occhi chiari che non la facevano passare inosservata. «Era bella fuori, ma bella anche dentro – raccontano i tanti amici ed amiche che si trovavano spesso con Sara nella zona della movida vigevanese in via Rocca Vecchia, dietro piazza Ducale - Una persona con una voglia di vivere contagiosa, ci mancherà». L'addio a Sara, che lascia i genitori che vivono a Cassolnovo e un fratello maggiore più vecchio di tre anni, non è ancora stato fissato, ma potrebbe essere domani o sabato a Cassolnovo. Nessuno degli amici ha potuto ancora rendere omaggio a Sara, la cui salma è stata composta nell'obitorio del policlinico San Matteo di Pavia dove ieri è stata eseguita l'autopsia prevista dalla procura di Pavia, come succede dopo ogni morte in incidente stradale. Sara dopo gli studi nel corso Db del liceo scientifico Omodeo di Mortara, dove si era diplomata nel 2008, aveva studiato Scienze della comunicazione a Pavia. Nel 2012 la laurea di primo livello con una tesi sul mondo della moda. Ora la 25enne di Cassolnovo si stava applicando per costruirsi un futuro nel mondo della comunicazione. Una tragedia l'ha portata però via troppo presto: «Una persona sempre gradevole da incontrare, anche se ci vedevamo meno rispetto ai tempi della scuola», raccontano i compagni del liceo Omodeo di Mortara. Intanto dopo l'ennesima morte di un giovane sulla strada lomelline continuano gli interrogativi sulla sicurezza stradale: «Da anni chiediamo una rotonda all'incrocio con la strada per Parasacco che farebbe rallentare il traffico – spiega il sindaco di Borgo San Siro, Carolina Codegoni – Non so se avrebbe evitato la tragedia, però la nostra richiesta è sempre rimasta lettera morta». Sandro Barberis