Lascia la nuora di Musti «Distrutta dagli attacchi»
di Roberto Lodigiani wVOGHERA Bersaglio del fuoco incrociato e trasversale di Movimento 5 Stelle e Pd, come esempio del malcostume italico rivisto in salsa vogherese dei parenti piazzati in posti di potere, attaccata pesantemente anche dall'ex sindaco forzista Torriani, persino insultata per strada - denuncia lei - mentre passeggiava in centro con i bimbi, Micol Matti getta la spugna e si dimette dal consiglio di amministrazione della Pezzani. La nuora del segretario leghista Filippo Musti (ha sposato il figlio Matteo) esterna tutto il suo malessere per le polemiche roventi di questi giorni e spiega di «voler anteporre la tranquillità familiare alla politica». Una rinuncia che azzoppa ulteriormente i vertici della casa di riposo, già orfani dello stesso Torriani, a sua volta dimissionario perchè privo dei numeri per la rielezione a presidente, in un cda a maggioranza leghista, e che potrebbe fomentare ancora di più le tensioni nel centro destra, già scosso dalla lotta per la scelta del leader alle Comunali 2015, tra il sindaco uscente Carlo Barbieri deciso a ripresentarsi e i possibili concorrenti, con in pole proprio il suo predecessore Torriani. Via l'ex primo cittadino azzurro, via Matti, alla Pezzani resta in carica il vecchio cda, con Marco Sartori (pure lui leghista, è il vice di Musti alla segreteria cittadina) presidente facente funzioni e i consiglieri Walter Bazzini (in quota Fi), Roberto Zelaschi e Pino Melia (entrambi di area centrista), in attesa della surroga dei due dimissionari da parte di Comune e Regione Lombardia, prevista per marzo. Caso Matti-Musti chiuso, dunque? Le conseguenze politiche sono ancora tutte da valutare. Nel frattempo la consigliera dimissionaria replica ad accuse e polemiche, togliendosi qualche sassolino dalla scarpa. «Non sono un politico di professione – sottolinea Micol Matti - io non c'entro con le loro manovre. Mi sono messa a disposizione con entusiasmo, per un ruolo svolto gratuitamente e come risultato sono stata attaccata da tutte le parti. Ora mi dimetto per dimostrare la mia totale trasparenza, correttezza ed onestà. Offrendo così un'ulteriore possibilità a chi con esperienza, competenza e volontà intenda mettersi a disposizione per la città di Voghera a titolo gratuito. Anzi, auspico un grande afflusso al prossimo bando regionale». Resta il legame di parentela con un esponente politico in vista della città. «In Regione sono pervenute solo due candidature (Matti e Roberto Pittaluga), quindi non ho rubato il posto nè penalizzato nessun cittadino e nessun altro partito». C'è chi ha sostenuto che lei non aveva i requisiti. «Le cose non stanno affatto così, visto che sono stata nominata. Quanto alle mie competenze, sono forse inferiori a quelle dei comuni cittadini del Movimento 5 Stelle che siedono retribuiti tra i banchi del Parlamento? Mi sembra che alcuni esponenti politici stiano strumentalizzando una vicenda di cui tutti erano perfettamente a conoscenza. Io e la mia famiglia siamo state diffamate, valuterò nelle sedi opportune se e come rivalermi». Basta Pezzani. Ma rimane nel cda Sapo. «Sì, però va chiarito che sono stata nominata su indicazione di Asm quando mio suocero Filippo non era più presidente dell'azienda e la Lega non era rappresentata». ©RIPRODUZIONE RISERVATA