Befana in pediatria I vigili del fuoco si autotassano
La Befana quest'anno non ha bussato alle finestre dei piani alti della Pediatria, trasportata dall'autogru. E' stata costretta a salire le scale. Un decreto del ministero, trasmesso al Corpo dei vigili del fuoco dopo l'incidente sl campanile di Caserta in cui rimase coinvolto un pompiere, ha introdotto le nuove regole: non è più possibile usare i mezzi di servizio per altri scopi, neppure quelli benefici. E così i vigili hanno partecipato da volontari alla festa dell'Epifania, raggiungendo l'ospedale con mezzi propri. di Maria Grazia Piccaluga wPAVIA I bambini della Pediatria sghignazzano divertiti, tirando il nasone della Befana che sotto il grembiule a fiori porta la divisa dei vigili del fuoco. Anche quest'anno la Befana è arrivata con i doni. Ma i vigili del fuoco pavesi hanno fatto di più: si sono autotassati e hanno consegnato al reparto del terzo piano una raccolta fondi per finanziare i lavori di sistemazione dei bagni. «Abbiamo chiesto quali fossero le esigenze della struttura e abbiamo scoperto che andrebbero rifatti tutti i bagni, così abbiamo raccolto un po' di soldi tra noi, in caserma» dicono i volontari che ieri, per garantire come ogni anno la loro presenza al San Matteo, si sono presi qualche ora di permesso e sono arrivati in ospedale con le macchine private. «Qui non tutti i bambini ricoverati possono mangiare dolci – spiegano i pompieri – così abbiamo portato matite, pennarelli, astucci colorati donati dal Carrefour della Vigentina e da quello di viale Matteotti». Insieme al vescovo, monsignor Giovanni Giudici, hanno incontrato i bambini nei tre piani della palazzina. In chirurgia pediatrica al secondo, in Oncoematologia al quarto. Ma è il terzo, con i suoi 26 letti sempre occupati, quello che in questo momento ha bisogno di un intervento strutturale. I cinque bagni - tre per i piccoli pazienti e due per le mamme - sono in pessime condizioni. Pavimenti sbrecciati, sanitari vecchi, rubinetti che funzionano a fatica. «Ci siamo trasferiti qui nel 1981, la struttura è datat. Ma sappiamo che le risorse a disposizione sono poche – spiega il primario Gianluigi Marseglia –. L'associaizone "Il mio amico pediatra" , formata da medici, personale e genitori, cerca di dare una mano. Servono interventi di manutenzione». I volontari hanno già fatto molto, autofinanziandosi: la tinteggiature colorate delle pareti di camere e corridoi, le stampe appese, i televisori in ogni stanza per rendere la permanenza dei bambini in ospedale meno faticosa. Qualcuno di recente ne ha rubati tre, staccandoli dalla base agganciata al muro. E ieri è arrivato un altro contributo prezioso: un salvadanaio pieno di monetine, raccolte da don Michele Sozzani nella parrocchia di San Zenone che amministrava prima di diventare cappellano della Pediatria del San Matteo. Oltre ai bagni da rifare l'altro cruccio del reparto resta da tre mesi l la grande aula riservata alla scuola interna. Un fiore all'occhiello, il San Matteo è stato il primo in Italia a istituirla dentro a un ospedale. Permette ai bambini costretti a lunghi periodi di ricovero di continuare a seguire le lezioni. «Con le ultime pioggie si è intasata una grondaia e l'infiltrazione ha creato un buco nel soffitto – spiega Maria Antonietta Marchi, precedente direttore della clinica e figura di riferimento per gli specializzandi dell'università – Non è più possibile utilizzare l'intera sala». Una tenda la divide in metà, i mobili accatastati e coperti per proteggerli dall'umidità. Il problema è stato segnalato all'ufficio tecnico della fondazione. Ora riprende la scuola ma lo spazio non sarà sufficiente per tutti i bambini».