Furti, impennata di Natale una media di 4 al giorno

di Paolo Fizzarotti e Roberto Lodigiani wVOGHERA Impennata dei furti, riusciti e tentati, nelle abitazioni dei vogheresi durante le feste di Natale e Capodanno. Nel periodo compreso fra il 24 dicembre e il 5 gennaio sono stati segnalati circa 50 casi di intrusione: una media di quasi quattro al giorno. Molti cittadini vittime dei ladri non si sono ancora rivolti alle forze dell'ordine per presentare le relative denunce: sia perchè non è obbligatorio sporgerla subito, sia perchè cresce il senso di sfiducia. «Sono entrati in casa mia l'antivigilia di Natale, ma non ho alcuna intenzione di denunciare il furto - dice uno dei derubati - E' solo una perdita di tempo, non serve a nulla. Anche quando polizia e carabinieri riescono a bloccare i ladri, quelli in prigione non ci vanno mai e della refurtiva non c'è alcuna traccia. Nessuno mi ridarà ciò che mi hanno rubato». A quanto sembra il picco delle intrusioni si è verificato a dicembre: nella notte tra il 26 e il 27 e nella notte tra il 30 e il 31. Sono giunte notizie di furti in abitazione in strada Valle, via Matteotti, via XX Settembre, corso XXVII Marzo, via Generale Dalla Chiesa, strada Casalnoceto, via Montebello, via Cignoli, via Lomellina, via Luigi Barbieri e via Kennedy. Sono tutte strade di grande scorrimento, da cui è più facile scappare in caso di inseguimento, oppure zone residenziali dove ci sono appartamenti e villette di famiglie benestanti. Probabilmente ad agire sono stati diversi ladri, non si è trattato di una sola banda: i furti sono stati infatti messi a segno indifferentemente nelle ore notturne o di giorno, e con tecniche diverse. In diversi casi i furti sono stati compiuti da «ladri acrobati» che si sono arrampicati sulle facciate dei palazzi: sono state trovate forzate finestre del terzo piano. Altre volte sono entrati nei palazzi di giorno, passando dalle scale. I ladri si sono concentrati su denaro e piccoli gioielli personali, come sempre accade nei periodi delle feste: non si hanno notizie di furti di armi, elettrodomestici o altri oggetti. Un'emergenza che diventa anche sociale. Il Comune si ritrova in prima linea nell'affrontare le proteste, la sfiducia, la paura della cittadinanza. La risposta più forte e concreta è affidata al Piano di sicurezza 2015: un pacchetto di misure, dal costo di diverse centinaia di migliaia di euro (si spera nei fondi regionali, ma Palazzo Gounela è comunque pronto all'autofinanziamento), che prevede l'installazione di telecamere «intelligenti», capaci di leggere anche le targhe dei veicoli e di consentirne quindi l'identificazione, in corrispondenza dei nove punti di accesso, il potenziamento della videosorveglianza nei punti considerati più sensibili e a rischio criminalità, e la posa di nuovi lampioni che garantiranno un'illuminazione «a giorno» anche nelle ore notturne, nel piazzale della stazione ferroviaria e in piazza San Bovo. Ovvero nelle due aree della città maggiormente esposte al rischio di furti, scippi, aggressioni. ©RIPRODUZIONE RISERVATA