Lepri infette, c'è il rischio di contagio per l'uomo
VARZI E' scattato nei giorni scorsi l'allarme per la possibile presenza di lepri ungheresi infette nel territorio collinare e montano della Valle Staffora. Un allarme che ha destato preoccupazione tra gli abitanti di tanti Comuni. Alcuni sindaci, durante le festività, hanno pubblicato avvisi rivolti ai residenti invitandoli a non toccare a mani nude lepri ferite o morte perché potrebbero aver contratto la Francisella Tularensis, infezione contagiosa che passa con facilità dagli animali all'uomo. E' una malattia batterica curabile con antibiotici, ma comunque pericolosa.Una nota dell'Asl di Pavia era giunta nei municipi in seguito al lancio di lepri provenienti dall'Ungheria avvenuto il 10 dicembre scorso nell'ambito territoriale di Caccia Oltrepo Sud. «Dopo la nota dell'Asl abbiamo pubblicato un manifesto invitando i residenti a non toccare con le mani nude gli animali morti», conferma il sindaco di Varzi Gianfranco Alberti. «In caso di ritrovamento di carcasse di animali, - si legge anche negli avvisi pubblicati da altri Comuni – consigliamo di avvisare il personale del servizio caccia dell'amministrazione provinciale o il dipartimento di prevenzione veterinario dell'Asl di Pavia che provvederà alla rimozione delle stesse». L'allarme è scattato in seguito al lancio di 575 lepri acquistate in Ungheria dall'Atc 5. In quell' occasione tre animali erano stati trovati morti. «Dopo le analisi eseguite in laboratorio a Pavia – spiega il presidente dell'Atc 5 Domenico Buscone – soltanto una è risultata essere affetta dalla Francisella Tularensis. Le altre lepri sono state poi mollate con il consenso del veterinario e a distanza di quasi un mese non sono emersi altri casi di lepri trovate morte. Va inoltre ricordato che questo virus non viene trasmesso dalle lepri vive». Sempre per precauzione la Provincia di Pavia aveva sospeso in tutto il territorio i lanci di questi animali che sono poi ripresi da circa una settimana. «Dopo la nota dell'Asl ho deciso di avvisare tramite manifesti, ma senza allarmare più di tanto i miei cittadini. – dice il sindaco di Santa Margherita di Staffora Andrea Gandolfi – Speriamo comunque che non ci siano altri casi di lepri infette». Spesso chiamata febbre del coniglio la Francisella tularensis colpisce soprattutto i mammiferi, roditori, conigli e lepri, ma può anche infettare uccelli, rettili e pesci. la tularemia si diffonde all'uomo attraverso percorsi diversi, tra cui punture di insetti e l'esposizione diretta ad un animale infetto. Altamente contagiosa e potenzialmente fatale se non trattata, la tularemia di solito può essere trattata efficacemente con antibiotici, se diagnosticata in tempo. La maggior parte delle persone esposte a tularemia si ammalano generalmente entro due o 10 giorni, ma l'incubazione può richiedere poche ore o fino a tre settimane. Mattia Tanzi