San Giovannino e Coop «Posteggi da valorizzare»

Piazzale Boerchio? «Attualmente è un'anomalia, credo che dovremo intervenire». Lazzari si riferisce all'area che si trova di fronte alle case popolari di via Colesino e a tutta la zona circostante, da via Grassi a via Cignoli, sino a via Carati. Sono tutti parcheggi non regolamentati. La progressiva estensione delle aree a pagamento in centro, però, li ha decisamente intasati. Insieme alla scelta di far correre la pista ciclabile lungo la spalletta del Naviglio, dove sino a cinque anni fa si poteva sostare. Così, oggi, per trovare un posto occorre arrivare molto presto la mattina, salvo trovarsi a girovagare anche per decine di minuti alla caccia di un "buco" libero. «Qui serve una maggiore rotazione – dice Lazzari – anche se bisogna tenere in considerazione le esigenze dei residenti. Una soluzione potrebbe essere quella di adottare, in alcuni punti, delle fasce temporali in cui sia necessario esporre il disco orario. Ma anche in questo caso, dovremo verificare l'opzione migliore». di Fabrizio Merli w PAVIA "Valorizzare" è il verbo più ricorrente nei ragionamenti che l'assessore alla mobilità Davide Lazzari, fa a proposito dei parcheggi. Perchè le aree da destinare alla sosta non mancano. Nè vi è scarsità di posteggi a pagamento se l'Istat ha di recente appurato che Pavia, con 176 posti ogni mille auto, è la terza città d'Italia e ha il triplo dei parcheggi disegnati in blu rispetto alla media. Il verbo "valorizzare" vale soprattutto per due aree. La prima è quella di via Stafforini, a fianco del cimitero di San Giovannino. Affollata in occasione della ricorrenza dei Defunti, semideserta per tutto il resto dell'anno, offre posto a quasi 300 automobili. Ha due problemi: il primo, è sterrata. Il secondo, non è adeguatamente segnalata. «Quest'ultimo problema – puntualizza Lazzari – purtroppo riguarda molte aree di sosta cittadine. Chi entra in città dal ponte della Libertà, ad esempio, non viene avvisato della presenza del parcheggio in zona Oberdan. E persino molti pavesi non sapevano che esistesse il parcheggio interrato dell'ex Moncalvi. Su questo aspetto dovremo lavorare molto». L'altra area da valorizzare è quella della Coop, in viale Campari. Due piani interrati, circa 150 posti, posizione strategica per chi entra a Pavia da Est. Peccato che non sia mai entrato in funzione per problemi di natura tecnica. «Ma dovremo tenerlo in considerazione», dice Lazzari. I poli da tenere in considerazione nell'ottica dell'interscambio (parcheggio, prendo il bus, arrivo in centro) sono parecchi. «Penso a via Flarer o al posteggio gratuito di viale Indipendenza: 800 posti a pochi minuti di cammino da Strada Nuova. Non sono molte le città che hanno una risorsa del genere. Oppure al mega parcheggio del Dea, che la proprietà del San Matteo ha dato in gestione a Line, ma sul quale si potrebbero avviare trattative». Lazzari non esclude nemmeno l'idea di riesumare l'idea del tratto di raccordo con lo svincolo per Bereguardo oggi abbandonato. Una volta recuperata l'area ex Neca, consentirebbe a chi arriva in autostrada da Milano di raggiungere il centro. Le ipotesi, insomma, sono molteplici. Anche se in qualche caso vi sono difficoltà notevoli. È il caso del parcheggio di viale Bramante. Nato come area di interscambio per chi proviene dall'Oltrepo, è stato assegnato ai nomadi "in via temporanea" in occasione di un'alluvione dei primi anni Novanta. Per liberarla, si dovrebbe realizzare altrove un campo nomadi. Iniziativa politicamente "scivolosa" di questi tempi. Ma la premessa ineludibile a qualsiasi altro ragionamento è la pianificazione: «Bisogna uscire dall'idea che la mobilità sia qualcosa da gestire in base alle sensazioni. Ormai è una scienza esatta. Le statistiche dicono che, su 60 minuti in auto, ben 18 li perdiamo a cercare un parcheggio. Calcolando che a piedi si ha, mediamente, una velocità di 4 chilometri l'ora, è agevole verificare che a piedi si impiega quasi sempre meno tempo che in auto. E, di conseguenza, individuare le aree strategiche». Un lavoro che costituirà il cuore del Pums, il piano urbano per la mobilità sostenibile. «Ma i cambiamenti – conclude Lazzari – dovranno essere concordati con urbanistica e lavori pubblici».