Il premier giapponese Abe si scusa per i crimini di guerra
ROMA Il premier giapponese, Shinzo Abe, ha annunciato che rilascerà una nuova dichiarazione sulla II Guerra Mondiale quest'anno, ribadendo le scuse per gli orrori commessi dalle truppe di Tokyo. Proprio l'ammissione delle colpe espressa nel 1993, la cosiddetta "dichiarazione Kono" sulla schiavitù sessuale imposta dai giapponesi durante la guerra, viene considerata da Cina e Corea del Sud essenziale per le relazioni regionali. Il timore era che Abe, acceso nazionalista, potesse modificare l'impostazione fin qui seguita, mettendo a repentaglio la stabilità dell'area. Durante la prima conferenza stampa del 2015, Abe ha detto che «durante gli ultimi 70 anni, il Giappone è andato avanti come nazione pacifista e ha dato un grosso contributo a pace, sviluppo e democrazia nell'Asia-Pacifico e nel mondo». «Nei prossimi 80, 90 e 100 anni, dobbiamo dare ulteriori contributi pacifisti», ha detto, annunciando di voler «scrivere una nuova dichiarazione su come il Giappone può fare di più per l'Asia e il mondo». La nuova linea - ha specificato - non cambierà la posizione dei «precedenti governi sul comportamento in tempo di guerra, compresa la dichiarazione di Murayama».