Vigevano, il futuro si decide in tribunale

VIGEVANO Tra poco più di un mese si giocherà la partita più importante della storia recente del Vigevano Calcio che arriverà sicuramente a fine stagione, mentre una partecipazione alla prossima (per la prima squadra e per le giovanile) è tutta da vedere. E non sarà una partita giocata su un rettangolo verde, ma in un'aula di tribunale: venerdì 13 febbraio a Pavia ci sarà l'udienza di verifica dei crediti. Cosa significa? In buona sostanza che chi vanta dei crediti nei confronti del Vigevano Calcio potrà presentare la propria domanda (ovviamente allegando la dimostrazione di aver ancora dei soldi da prendere) di essere creditore della fallita società di viale Montegrappa. Sicuramente di creditore ce ne sarà uno: la ditta Unieco di Reggio Emilia che ha presentato l'istanza che ha portato alla dichiarazione di fallimento a fine settembre. La ditta emiliana deve prendere dei soldi (i legali dell'azienda non hanno mai risposto, ma si pensa ad un debito superiore ai 130mila euro) per i primi lavori di sistemazione del centro sportivo Masera di via Buccella commissionati all'epoca delle cordate torinesi nel 2012. Poi c'era stato il subentro di Paolo Pugliese, proprietario al momento del fallimento, che più volte aveva denunciato una situazione economica drammatica ed in continua evoluzione negativa per via di vecchi debiti che, come detto da Pugliese, spuntavano quasi quotidianamente. Questo è il passato recente che però spiega anche il futuro prossimo. Se la situazione di sfascio delle casse societarie è così grave come descritto nei due anni e mezzo di era Pugliese, significa che il 13 febbraio di creditori ce ne saranno ben più di uno. La domanda sorge spontanea, quanti sono i debiti del Vigevano? Con precisione nessuno lo sa e fino all'udienza non ci sarà un'idea chiara. Non lo sanno nemmeno i dirigenti (buona parte degli stessi della prima e dell'ultima ora dell'era Pugliese con l'aggiunta del già dirigente ducale Renzo Turolla) che hanno ottenuto dal tribunale una proroga per l'esercizio provvisorio della società biancoceleste (quella fallita quindi) fino a fine stagione. I dirigenti, a cui va dato atto di aver salvato il Vigevano dall'infamia della cancellazione dai campionati in corso di stagione (anche se resta la macchia di tre rinunce di fila alle partite di campionato che hanno falsato il girone A d'Eccellenza), hanno detto di voler portare avanti il Vigevano anche nella prossima stagione. Ma qui si entra in un ginepraio. Infatti per salvare gli attuali titoli sportivi del Vigevano, che da regolamento a fine stagione sarà cancellato dalla Figc per via del fallimento, bisogna o creare una nuova società o fondersi con una esistente con sede in città: uno scoglio sormontabile, Il problema vero è che però bisogna anche garantire, in una parte concordata a termine di legge con il tribunale, per i vecchi debiti del Vigevano. Altrimenti il rischio concreto è che il nuovo Vigevano debba ripartire, con una società neo iscritta e priva di pendenze, dalla Terza Categoria. Sandro Barberis