Il giallo dei soccorsi e quella corsa a Roma
GROSSETO Il malore a tavola, a quanto sembra uno svenimento: prima la telefonata al 118, poi la decisione di andare in auto verso Roma. Dove però arriva già cadavere. Per la sua ultima cena, domenica, Pino Daniele aveva prenotato un tavolo alla pizzeria "Movie" di Magliano per 7 persone, «ma nel tardo pomeriggio hanno chiamato per disdire e due ragazzi - il figlio della compagna e una figlia del cantante - sono passati a prendere le pizze da portare a casa, intorno alle 20.30», racconta la signora Daniela, la titolare: «La sua compagna ci ha detto che erano stanchi». Sono convulse, piene di scelte istintive, di incidenti, le ultime ore di vita di Pino Daniele, come le raccontano gli amici, i fratelli, il suo medico di fiducia. Sono le 21.12 di domenica quando dalla sua villetta in Maremma, in campagna tra Magliano e Orbetello, arriva al 118 di Grosseto una chiamata di soccorso. Secondo il responsabile del 118 dell'Asl di Grosseto, Robusto Biagioni, dopo 19 minuti, alle 21.31, l'equipaggio dei soccorritori comunica alla centrale la chiusura dell'intervento e il suo rientro, avendo avuto comunicazione che il paziente stava andando a Roma. Tra le 21.25 e le 21.29 qualcuno dell'equipaggio dell'ambulanza contatta il cellulare che aveva chiamato per il soccorso, chiedendo maggiori precisazioni sull'indirizzo e che venga accesa una luce dalla casa. Dalla Asl si spiega che l'ambulanza non era comunque lontana dall'abitazione, ma chi ha risposto avrebbe spiegato che il paziente stava andando a Roma. Così l'ambulanza è tornata indietro. «Pino si fidava solo del suo cardiologo quindi ha chiesto alla compagna di portarlo a Roma», spiega Michele, un amico. È il suo cardiologo di fiducia, Achille Gaspardone, direttore dell'Unità operativa complessa di Cardiologia all'Ospedale S. Eugenio di Roma, a ricostruire la dinamica della tragica serata sottolineando alcune incongruenze. «Dopo 30 minuti» dalla richiesta di soccorso per Pino Daniele, spiega, «l'ambulanza non era ancora arrivata», pur confermando che è stata comunque «una espressa volontà dello stesso Pino Daniele farsi portare a Roma, al S. Eugenio». D'altro canto, ha rilevato lo specialista, la sintomatologia che il cantante presentava, poi rivelatasi un infarto, «era molto atipica». Ma non basta: «Il destino si è accanito contro Pinuzzo. Ieri sera nella corsa verso Roma ha anche bucato una ruota dell'auto», rivela Francesco, un altro amico. «È successo sull'Aurelia - aggiunge - alla guida c'era il suo autista perché lui non guidava. Hanno perso del tempo prezioso». Intorno alle 22.40 l'auto arriva finalmente al pronto soccorso del Sant'Eugenio di Roma, ma Pino Daniele non ce la fa. «È giunto cadavere al Pronto Soccorso dell'Ospedale S. Eugenio di Roma», dice ancora Gaspardone. «Sono state fatte tutte le manovre di rianimazione - ha aggiunto - ma Pino Daniele era già morto».