Altri dipinti sui muri di Gravellona Sturini: soldi buttati
Iniziò tutto nel 1992, quando gli artisti del gruppo Arte Nord dipinsero i primi 70 murales, che finirono sui muri della frazione Barbavara, nucleo da cui è iniziata la "Festa dell'arte". I primi murales erano a tema prevalentemente agreste, ma con il passare del tempo si è passato alle riproduzioni di quadri d'arte. Molti di quei primi murales sono ormai scomparsi, in parte per l'usura del tempo, ma anche perchè le case che li ospitavano sono state abbattute, perchè ormai vecchie. Il seme però è stato gettato e quella dei quadri a Gravellona è ormai una tradizione. Negli anni sono anche state decorate le cabine dell'Enel, che ora sembrano giganti con occhi e orecchie, e sono apparse sagome in legno di greggi e pastori all'ingresso del paese. GRAVELLONA Ha trasformato il suo paese in una pinacoteca, ma ora non tutti sono d'accordo nell'aggiungere opere. Franco Ratti, sindaco di Gravellona, la prossima settimana farà affrescare le ultime otto riproduzioni di quadri, classici del periodo liberty, ai muri di Gravellona portando a sessanta le opere riprodotte in paese. «Abbiamo preso la decisione – spiega Ratti – nel 2011, ma abbiamo atteso due anni perché temevano che la gente non capisse la nostra decisione. Il nostro obiettivo è quello di abbellire il paese, che diventa così gradevole per tutti noi. La nostra intenzione è quella di accrescere il livello di sensibilità di residenti e turisti. Se tu cresci in una casa dove sul soffitto c'è un quadro del Tiepolo, ti abitui al bello. Se invece si abita in una casa con i nani da giardino, il gusto si affina meno». Il sindaco di Gravellona spiega come questo amore per la pittura da muro si sviluppa. «Andiamo nei musei che espongono dipinti dell'Ottocento a parlare con la direzione per ottenere i permessi. Quando ci danno l'ok, ci procuriamo la fotografia digitalizzata e la riproduciamo secondo un metodo ormai rodato. C'è poi il lato gravellonese perché i proprietari dei muri ci devono dare il permesso di riprodurre il quadro. Ogni strada deve avere la propria scuola di riferimento. C'è la via dei Macchiaioli, quella dei Divisionisti e a breve arriverà quella della scuola Liberty. Una cosa simile, dopo di noi, l'ha fatta Londra. Ci piace dire che ci hanno copiato». Non a tutti in paese l'idea è piaciuta. Ad esempio da anni l'opposizione bolla questa iniziativa come uno spreco di risorse. «Usano soldi del bilancio – spiega Debora Sturini, capogruppo di minoranza – mentre il sindaco sostiene che sono donazioni. Noi investiremmo questi soldi nel sociale, ma il sindaco dice che quei soldi possono essere spesi solo in quel modo. Siamo convinti che in realtà ci sono altri modi per investire questi fondi». Replica il sindaco: «Più che in soldi – risponde Ratti – riprodurre i quadri sui muri ci costa in impegno e lavoro, quasi tutto volontario. Riprodurre un quadro costa in media 50 euro al metro quadro, anche se di solito le spese lievitano leggermente. Ci sono quadri che arrivano a costare 1500 euro. In media possiamo dire di spendere dai 5 ai 10 mila euro per anno. Nel 2014 sono stati stanziati 5700. Le donazioni dei privati o i contributi delle fondazioni arrivano a coprire il 50% della spesa». Andrea Ballone