«Sul bilancio decideranno i cittadini»
di Linda Lucini wPAVIA «E' un procedimento tutto da costruire, ma a marzo vogliamo partire con le consultazione dei cittadini per fare una parte del bilancio partecipato. Un processo che vogliamo usare anche per il Prg». Il sindaco Massimo Depaoli però mette alcune regole prima di far decidere i cittadini su come spendere i fondi comunali. Il primo sta nel fatto che sarà messa sul piatto solo una quota limitata di bilancio: «A Milano dove hanno iniziato a valutare l'ipotesi di un bilancio partecipato si parla del1% del bilancio, a Pavia direi che sarebbe meglio non andare oltre lo 0,5% anche perchè abbiamo spazio reale di manovra solo sul 10% del bilancio, visto che il resto se ne va in costi fissi e incomprimibili per un Comune». Altro punto fisso è che il potere di decisione passerà ai cittadini solo con il bilancio del prossimo anno: «Non facciamo in tempo per quest'anno – dice Depaoli – Attendiamo i regolamenti attuativi della Legge di Stabilità, ma credo che entro marzo il bilancio 2015 vada in approvazione. Il procedimento per la partecipazione dei cittadini è lungo e complesso e serve tempo per metterlo in atto. Si partirà con le assemblee nei quartieri, non mancheranno le consultazioni delle associazioni di categoria e poi ci sarà un portale per la raccolta delle idee dei cittadini». Il meccanismo del bilancio partecipato prevede l'intervento di un gruppo di facilitatori che ascolteranno tutte le proposte dei residenti: «Ci rivolgeremo ad agenzie specializzate per vedere a chi affidarci. Poi una volta raccolte tute le idee se ne valuterà la fattibilità, lo spirito comunque è quello di accettare tutte le proposte purchè, ovviamente, non in contrasto con le linee guida del mio programma. Di certo non si potrà proporre il via alla Broni Mortara o l'apertura al traffico del centro storico, ma per il resto tutte le idee sono ben accette e se sono ritenute una priorità dalla popolazione, non vedo perchè bocciarle». Dopo questa prima fase di raccolta delle idee, si darà il via ad una seconda che porterà alla selezione dei progetti attraverso gruppi di lavoro con i sostenitori di ciascuna proposta fino ad arrivare ad una soluzione il più possibile condivisa: «L'ultima parola inevitabilmente spetterà al consiglio comunale, ma il coinvolgimento sarà dell'intera città». Nel caso di proposte scartare, il sindaco assicura che verranno spiegate le motivazioni e che ogni scelta sarà trasparente. Nel meccanismo di decisione partecipata qualche dubbio viene, a cominciare dal fatto che i vari gruppi di cittadini potrebbero proporre idee troppo in contrasto l'una con l'altra o magari che si destini l'intero importo ad un unico progetto: «Se queste sono le priorità dei cittadini e se i loro progetti sono fattibili, non vedo alcun problema a realizzarli. Abbiamo anche valutato l'ipotesi di dividere la quota di bilancio partecipato per settori o per quartieri, ma le cifre in discussione sono troppo basse da rischiare con la frammentazione interventi minimi e poco efficaci».