«Nel bilancio solo un passivo previsto e nessun trucco»
VOGHERA «Nessun ammanco nel bilancio dell'Ordine degli avvocati di Voghera e Oltrepo, nè trucchi o condotte illecite di sorta nella gestione dei conti. Siamo invece di fronte a un semplice passivo di circa 30mila euro ampiamente previsto. Un problema noto da tempo agli associati, non certo un fulmine a ciel sereno, così come la necessità del ripianamento del deficit». Nel momento del "rompete le righe", dopo la chiusura del tribunale di Voghera e il trasferimento degli uffici giudiziari a Pavia, il presidente Paolo Zambianchi non ci sta a passare alla storia come il liquidatore che ha tassato i colleghi. «Il disavanzo – spiega – è dovuto a una serie di fattori, tra cui il calo progressivo delle entrate derivanti dai servizi di supporto all'attività degli avvocati, come la fotocopiatura di testi e documenti, e l'aumento dei costi per l'informatizzazione. Costi, si badi, interamente sostenuti dalla categoria». Una situazione, sottolinea Zambianchi, che «era già stata evidenziata durante l'approvazione dei bilanci almeno dal 2007. Malgrado ciò, e malgrado la crisi economica esplosa negli anni successivi, il Consiglio, visto il particolare momento di difficoltà, ha deciso di non aumentare le quote di iscrizione, considerando anche il contributo chiesto agli iscritti per la costituzione della Fondazione forense di Voghera e del suo organismo di conciliazione». Problemi e difficoltà, «illustrati ai colleghi nell'assemblea dello scorso 22 dicembre che pressochè all'unanimità, con tre sole astensioni, ha approvato l'operato del Consiglio». «L'Ordine – aggiunge il presidente – cessa l'attività con grande dispiacere e amarezza, ma nella piena coscienza di avere agito sempre nell'interesse degli associati». L'Ordine si scioglie, i curriculum dei quasi trecento avvocati iscritti prendono la strada di Pavia in previsione dell'iscrizione al Foro del capoluogo (anche se le elezioni del nuovo Consiglio sono bloccate su scala nazionale dal ricorso dell'Associazione forense al Tar del Lazio). Ma Voghera conserva, gelosamente, la Fondazione (presidente uscente l'avvocato Giampaolo Gavio) e l'ufficio di conciliazione, con sedi che restano al piano terra dell'ormai ex tribunale, nei locali messi ancora a disposizione dal sindaco Barbieri. «Gli ottant'anni di storia del nostro Ordine – conclude Zambianchi – rappresentano un patrimonio di memorie, cultura e competenze del quale nessuno ci potrà comunque privare». (r.lo.)