Operaio massacrato al lavoro, denunciati altri due aggressori

di Denis Artioli wVIGEVANO Le indagini sul brutale pestaggio all'interno dell'officina B.T. di via Perugino (avvenuto il 26 maggio scorso) proseguono senza sosta. A fare le spese di quella che all'inizio era sembrata una lite per una mancata precedenza stradale, ma che poi si rivelò essere una vera e propria spedizione punitiva, fu un tecnico vigevanese di 40 anni, Roberto Brocchin, massacrato di botte e preso a sprangate da un gruppo di cinque persone. Brocchin venne trasportato in coma al policlinico San Matteo di Pavia, con la fronte sfondata dai colpi. I carabinieri di Vigevano, coordinati dal capitano Rocco Papaleo, hanno identificato altri due dei cinque presunti aggressori (due erano già stati individuati) denunciati per lesioni gravi contro Brocchin e contro i suoi colleghi di lavoro, che vennero colpiti senza alcun motivo dai picchiatori entrati in azienda. Si tratterebbe di due giovani, attorno ai vent'anni. Ai militari, quindi, manca solamente l'identificazione di una sola persona, ma le indagini proseguono. Tutti vennero ripresi dalle telecamere dell'azienda, che inquadrarono i cinque mentre entravano nel capannone di via Perugino con spranghe e altri oggetti contundenti in mano. Dopo qualche minuto scapparono: le maglie di un paio di loro erano insanguinate. Anche il movente di quell'aggressione è ancora all'attenzione dagli inquirenti, ma prevale la pista della spedizione punitiva per motivi passionali, legati alla relazione di Brocchin (che è celibe) con una donna separata, residente nel Milanese. Dopo la violenta aggressione, Brocchin era stato operato tre volte al policlinico San Matteo di Pavia, per la ricostruzione del viso e della parte frontale del cranio, atteso da un percorso di riabilitazione lungo e difficile. Senza contare le conseguenze psicologiche subite dalla vittima del pestaggio, dalla sua famiglia e dai colleghi di lavoro, questi ultimi picchiati solamente perché si trovavano sulla strada che divideva gli aggressori dal tecnico 40enne. A uno di loro, 44 anni, di Gravellona venne sferrata una sprangata in pieno volto che gli causò la frattura della mascella: fu trasferito all'ospedale di Novara. Altri tre rimasero feriti e contusi. Negli istanti terribili dell'aggressione, i colleghi non capivano che cosa stesse succedendo e non riuscivano a spiegarsi il motivo di tutta quella ferocia. ©RIPRODUZIONE RISERVATA