«La roggia Bissona è inquinata» Esposto del sindaco
SANTA CRISTINA Acqua scura e torbida. E una spessa schiuma in superficie. La roggia Bissona soffre per gli sversamenti periodici di sostanze inquinanti. Sostanze che poi, nel periodo primaverile, si riversano nei campi, irrigati con l'acqua del cavo che passa dalla frazione di Bissone. Ma ora il sindaco di Santa Cristina Elio Grossi dice "basta" e presenta un esposto al Corpo Forestale dello Stato a cui chiede di «svolgere le indagini necessarie per risalire alla fonte di sversamenti non autorizzati e non controllati». Risale a qualche giorno fa l'ultima segnalazione arrivata in Comune da alcuni cittadini, stanchi di vedere l'acqua della roggia diventare torbida e assumere una colorazione particolarmente scura, ricoperta di «una strana patina schiumosa». «E' un problema che si ripete periodicamente – spiega Grossi –. I cittadini chiedono controlli, per questo ho incaricato un consulente del Comune a risalire il corso della roggia Bissona per cercare di individuare la zona di provenienza degli scarichi. Temiamo che si tratti di digestato proveniente da uno degli impianti di biogas che ormai sono sorti come funghi sul territorio del Pavese». La scorsa primavera il sindaco, sempre in occasione di un altro sversamento, aveva effettuato un sopralluogo con i carabinieri della stazione di Corteolona e aveva chiesto l'intervento di Arpa che aveva prelevato campioni delle strane sostanze che galleggiavano sull'acqua del fossato. Dalle analisi, fa sapere Grossi, risultava che nella roggia erano stati gettati liquami organici che peraltro la legge vieta di far defluire nei fossati irrigui. «E' nostro compito non solo verificare quali siano le sostanze che inquinano le acque del cavo, ma anche da dove provengono – afferma il sindaco -. I cittadini, ma soprattutto gli agricoltori, sono stanchi di questi sversamenti che ormai avvengono con frequenza. Dobbiamo tutelare l'ambiente e chiedere che venga rispetta la normativa vigente che prevede conseguenze penali per chi scarica liquami in modo illecito. Abbiamo presentato l'esposto, tenendo conto del parere del dottor Maccabruni, consulente del Comune". Il canale, che rientra nella rete idrica gestita dal Consorzio Cavi Litta, serve 150 utenti, arriva dalla Bassa Milanese, raggiunge Ceranova, Roncaro, Marzano, passa da Copiano e Santa Cristina per confluire nella roggia Viscontea e finire nel Po. "Il problema riguarda numerosi centri – sottolinea Grossi - ma forse gli altri sindaci evitano azioni di questo genere per mancanza di fiducia, temono infatti che non si riesca a raggiungere risultati concreti. Ma ritengo indispensabile, per tutelare le coltivazioni, proseguire in questa battaglia». Stefania Prato