Venti senza tetto in città ogni notte sfidano il gelo
Centinaia di pasti caldi ogni giorno. Il pranzo è preparato dai frati di Canepanova e dal gruppo di volontari che li aiuta in cucina. La cena dalla parrocchia di San Mauro che da anni gestisce la mensa del Fratello. «Il primo dell'anno non siamo riusciti a tenere aperti – spiega frate Celestino – ma il 31 abbiamo distributo un sacchetto con una razione di generi alimentari aggiuntiva a tutti i nostri ospiti, una borsa con cibi confezionati». Da oggi si torna alla normalità. «Ringraziamo chi durante le festività natalizie ci ha portato aiuti e offerte, nonostante la crisi che, non c'è dubbio, rallenta un po' gli aiuti. Ma questa città è generosa» dice frate Celestino. Sugli scaffali della dispensa di Canepanova comunque i prodotti cominciano già a scarseggiare. Nessun posto libero a tavola ieri sera alla mensa del Fratello. Sono sempre più di cento i commensali che all'imbrunire si avvicinano all'oratorio, in attesa di sedersi a tavola. Poi, come ombre, scompaiono. Ognuno diretto verso un luogo in cui poter dormrie. di Maria Grazia Piccaluga wPAVIA Meno 4 gradi alle cinque del mattino. Non bastano i cartoni, impilati uno sull'altro, per schermare il freddo che sale dal terreno. E nemmeno il sacco a pelo, dono dei volontari, scalda le notti all'addiaccio. Sono almeno una ventina le persone che non hanno un tetto sotto il quale rifugiarsi. E si accampano dove capita: baracche, edifici abbandonati senza luce, acqua e spesso nemmeno vetri alle finestre, vagoni dei treni fermi sui binari, sedie della stazione. Sono in maggioranza uomini (le donne si contano sulle dita di una mano). Dormono raggomitolati sotto strati di coperte rese rigide dal gelo. I 24 posti letto del dormitorio di via San Carlo sono pieni da settimane. Il turn over, in questi mesi di temperature rigide, segue ritmi lenti. Un letto si libera se qualcuno si ammala e finisce in ospedale. «Molte delle persone che dormono per strada hanno anche grandi problemi di salute – spiega don Dario Crotti, coordinatore della Caritas diocesana – . Ed è facilmente intuibile che se un'influenza si può curare stando al caldo qualche giorno, per chi non ha una casa può trasformarsi in un serio problema. Serve al più presto individuare un piano per la presa in carico sanitaria di queste persone». In Comune è stato istituito un tavolo tecnico insieme a Caritas, Croce Rossa, Casa del Giovane e San Matteo. Obiettivo: coinvolgere anche l'Asl che ha il compito di gestire i servizi sul territorio. Se il San Matteo fa la sua parte con il pronto soccorso, consultori e servizi esterni sarebbero in carico all'Asl. Ma questo tassello, per completare la catena di assistenza di chi vive un grave disagio sociale, ancora manca. Provano a colmare i vuoti le associazioni. Le mense di Canepanova e di San Mauro, Caritas e parrocchie che distribuiscono generi alimentari, la Casa del Giovane con il centro diurno "In & Out" dove chi vive all'addiaccio può trascorrere le ore della giornata al caldo. Il Comune ha messo a disposizione uno spazio gestito dalla Caritas, all'interno del dormitorio di via San Carlo, per chi vuole farsi una doccia calda o lavarsi gli indumenti in lavatrice. «Chi volesse aiutarci può donare cambi di indumenti intimi ma anche prodotti per l'igiene personale, shampoo, bagnoschiuma, sapone» dice don Dario. Insieme ai volontari della Caritas diocesana, a cui spesso si uniscono scout e seminaristi, ai volontari della Croce Rossa e della Ronda della Carità, insieme al gruppo dei Cavalieri di Malta , don Dario Crotti porta bevande calde, cibo, coperte e parole di conforto a chi vive sulla strada. Gli "angeli" del volontariato fanno tappa nei luoghi ai margini della città in cui uomini e donne cercano di passare la notte e arrivare al mattino.