A Villanterio e S. Martino vietati pure razzi e fuochi

VILLANTERIO È battaglia contro i botti di fine anno. Diventano sempre più numerosi, nel Pavese, i sindaci che li vietano. C'è chi firma ordinanze nuove di zecca e chi ne rispolvera di vecchie lasciate per anni nei cassetti municipali, mentre qualche amministratore fa invece valere i regolamenti di polizia locale. Le sanzioni per i trasgressori possono arrivare fino a 500 euro. Si procede in ordine sparso, ma l'obiettivo comune è quello di evitare che i festeggiamenti di Capodanno si traducano in tragedia. Banditi quindi fuochi d'artificio, petardi, razzi e "altri articoli simili di evidente pericolosità" su tutto il territorio comunale di Villanterio. Il sindaco Silvio Corbellini è deciso a far rispettare il divieto contenuto nell'ordinanza firmata qualche giorno fa perchè, sostiene, «è necessario evitare danni diretti e indiretti alla salute dell'uomo». E poi non si tratta solo di eliminare i rischi legati ad uno scoppio troppo ravvicinato di petardi. È anche una questione di ordine pubblico e di rispetto degli animali. Un punto, questo, su cui interviene anche la Lav, Lega antivivisezione, che alle amministrazioni comunali ha chiesto ordinanze contro i petardi. Il forte rumore scatena infatti negli animali una reazione di spavento che potrebbe anche portarli a perdere l'orientamento, esponendoli così al rischio di smarrimento e investimento. In caso poi di esplosioni troppo vicine, dicono dalla Lav, le conseguenze potrebbero essere più drammatiche, provocando ferite o morte per ustioni. Il sindaco di San Martino, Alessandro Zocca, ricorda che l'ordinanza antibotti era in vigore dal 2010 e che prevede sanzioni da un minimo di 50 ad un massimo di 500 euro. «Lo scopo – spiega Zocca – è quello di evitare comportamenti eccessivi, a tutela della salute pubblica, ma anche a salvaguardia degli animali». Ordinanza in vigore anche a Torre de' Negri, 350 abitanti, ma «massima attenzione ai cittadini, soprattutto alle persone più anziane», dice il consigliere Giuseppe Mastropietro. Sempre nella Bassa, è pugno di ferro anche a Linarolo, dove il sindaco Pietro Scudellari ricorda il regolamento della polizia locale che vieta i botti e prevede sanzioni fino a 150 euro. «Non vogliamo che la notte di san Silvestro si trasformi in uno scenario di guerriglia urbana», sottolinea il primo cittadino. Il regolamento di polizia locale entra in vigore pure a Cura, dove si vietano petardi e «tutto ciò che potrebbe molestare le persone»: i trasgressori, la sanzione prevista è di 250 euro ma il problema, dice il sindaco Paolo Dolcini, «è quello di farla rispettare». Problema che si pone anche Marcello Infurna, primo cittadino di Certosa dove l'amministrazione ha lanciato la campagna di sensibilizzazione "Dico no ai botti di fine anno". Stefania Prato