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attacco a sony Ora si ipotizza la pista dell'ex dipendente Per il leader nordcoreano Kim Jon-un sarebbe uno splendido regalo di Natale. Negli Usa, nonostante l'Fbi sia convinta che dietro il cyber-attacco contro la Sony Pictures del 24 novembre ci siano gli 007 di Pyongyang, sulla stampa americana circola la pista che l'effrazione digitale sarebbe stata opera di un dipendente della società, che dopo 10 anni di lavoro ad alto livello nel settore digitale, sarebbe stato licenziato a maggio. Secondo quanto riferisce la società di sicurezza cibernetica "Norse" l'attacco sarebbe stato opera di 6 persone, inclusi altri due residenti negli Usa, uno in Canada, uno a Singapore ed uno in Thailandia. russia Il pugno duro di Putin sul blogger Navalny Una condanna giudiziaria del popolare e carismatico blogger Alexei Navalny, l'oppositore numero uno del presidente Vladimir Putin, ha innescato proteste in piazza nel centro di Mosca con quasi 150 fermi e le critiche di Usa e Ue, che parlano di «sviluppo inquietante» e sentenza politica. Navalny, fustigatore della corruzione, è stato condannato da un tribunale di Mosca a tre anni e mezzo di reclusione per truffa e riciclaggio di denaro: le accuse, controverse, riguardano una presunta truffa da 400mila euro ai danni della filiale russa di un gruppo cosmetico francese. La pena per Alexei Navalny è stata sospesa ma nel processo è stato condannato anche il fratello Oleg, che dovrà scontare tre anni e mezzo in una colonia penale. «Lo arrestate, volete fare pressione su di me?», ha urlato in aula il blogger di 38 anni, invitando i sostenitori a scendere in piazza contro un regime «che non solo cerca di distruggere gli avversari, ma anche i loro familiari». «Questo regime non merita di esistere, deve essere distrutto», ha tuonato Navalny, relativamente popolare nonostante l'oscuramento dei media.