«Sul ring per l'europeo» L'ultima sfida di Frezza

PAVIA «Combatto per il titolo europeo e poi insegno il pugilato»: Gianluca Frezza ha le idee chiare sui programmi del prossimo anno. Il pavese campione del Mediterraneo dei pesi welter ha realizzato gran parte dei suoi sogni, conquistando a tavolino il titolo italiano dei welter, poi difendendolo sul ring battendo avversari del calibro di Antonio Moscatiello e Luciano Abis. Dopo quattro difese, Frezza ha puntato ancora più in alto e la scorsa primavera al Palaravizza ha conquistato il titolo del Mediterraneo dopo dodici durissime riprese contro Giacomo Mazzoni. un osso duro che gli contende i primi posti della classifica nazionale. Solo che da allora non ha più combattuto. «Da aprile non ho più combattuto – afferma Frezza – vorrei salire sul ring al più presto possibile, anche per un match sulle sei riprese. Non mi sono mai fermato, però, ho fatto i guanti con l'amico vogherese Francesco Acatullo, con cui divido l'ottimo maestro Luciano Bernini, e Riccardo Pintaudi. Sono anche stato sfortunato, perché ai primi di novembre avrei dovuto affrontare Gianmario Grassellini a Bellaria. Siamo arrivati a Bologna e ci hanno telefonato che il match era sospeso perché il mio avversario aveva la febbre». Frezza, 22 match vinti, 2 persi, 2 pareggiati e 2 no contest, aspetta l'europeo. «Il titolare era Bundu, che ha abbandonato per il mondiale in America – sottolinea il pugile pavese – la corona vacante l'ha vinta Gianluca Branco, che ha battuto per ko il polacco Rafal Jiackiewicz. Ora vediamo che succede». Branco, data l'età, vorrebbe lasciare subito il titolo per puntare al campionato mondiale ed a questo punto toccherebbe al pavese Frezza salire sul ring. «Per scaramanzia vorrei parlarne il meno possibile – sorride il pugile pavese – attualmente sono il numero tre nella classifica europea e dunque potrei sfidare Branco per l'europeo, magari in una difesa volontaria, oppure attendere gli sviluppi ed essere nominato sfidante ufficiale. Io però vorrei combattere al più presto, magari per il titolo dell'Unione Europea». Frezza intanto guarda avanti. «Ho iniziato il corso di aiuto istruttore, il primo passo per diventare istruttore e poi maestro – afferma Frezza – ringrazio chi nel corso del tempo è stato al mio fianco, dalla Ap Pavia di Giancarlo Mezzadra alla Boxe Pavia di Giovanni Franchi, fino a Bernini, chiaro, che mi ha dato tanto. Comincio a pensare anche a quando smetterò di combattere, vorrei dare il mio contributo per aiutare i giovani a crescere. D'altronde a Pavia c'è sempre stata grande tradizione di campioni e mi piacerebbe che continuasse. Per me la boxe è tanto sudore e cuore, oltre a molta passione, ma pochi soldi. Vorrei trasmettere tutto questo alle nuove generazioni». Maurizio Scorbati