Blitz a Pavia Ovest La Lega contro il progetto-moschea
PAVIA Non basta la smentita dell'assessore Laura Canale – «Non è prevista alcuna moschea a Pavia. La giunta Depaoli non ha tra i suoi obiettivi la costruzione della moschea in città» – a chiudere il dibattito sul progetto della moschea a Pavia Ovest: il capogruppo della Lega in consiglio comunale, Matteo Mognaschi, ieri si è recato sul luogo che potrebbe ospitare l'edificio di culto per un sopralluogo. L'appezzamento di terreno destinato dal pgt a ospitare genericamente "Aree o edifici destinati al culto" si trova in via Alvar Aalto, estrema propaggine di Pavia Ovest. Dalla rotonda di via Tibaldi via fratelli Cervi conduce al più recente insediamento urbano pavese: condomini, un grosso caseggiato quadrangolare, un cantiere ancora aperto e tante villette singole. I primi abitanti si sono trasferiti qui nel 2009: una zona tranquilla, servita dalle linee 3 e 6 del bus, abitata prevalentemente da famiglie. Il terreno che dovrebbe, secondo il progetto, ospitare la moschea è coperto da una coltre gelata e recintato con transenne. All'interno si vedono le casette che ospitano l'ufficio vendita dell'impresa immobiliare che ha costruito quasi tutto il quartiere. Mognaschi arriva alle 11 accompagnato da due residenti: «Sono venuto per rendermi conto effettivamente di come sia la zona e quali siano le necessità e i timori dei residenti. Chi abita qui chiede più servizi, non una moschea. Mi fa piacere che l'assessore Canale dica che il progetto non si farà, ma per ora l'amministrazione si è espressa solo sulla stampa. La Lega chiede la convocazione di un Consiglio comunale sul tema della moschea per discutere a fondo la questione». Quando hanno acquistato casa e si sono trasferiti qui i residenti non si aspettavano l'ipotesi della moschea, per alcuni il timore è che il valore degli immobili possa calare se il progetto verrà realizzato. «Questo quartiere è piccolo, abitato da famiglie. Non è adatto a ospitare un centro che possa attirare 1000 fedeli ogni giorno. Una moschea qui non serve: vogliamo parchi attrezzati, luoghi di ritrovo, magari una palestra – commenta Fulvio Minervini, residente dal 2009 – Non vogliamo fare una guerra preventiva, semplicemente abbiamo appreso dell'ipotesi dalla stampa e ci siamo consultati tra vicini di casa. Ora ci interessa capire chiaramente cosa intende fare l'amministrazione: il sindaco Depaoli ha detto che incontrerà una nostra delegazione il 5 gennaio». Durante la conferenza stampa di fine anno dell'opposizione, l'ex sindaco Cattaneo aveva spiegato come durante il suo mandato ci fossero stati contatti con don Ernesto Maggi riguardo all'ipotesi di costruire una nuova parrocchia su quell'area. Nessun progetto era stato però formalizzato. «La burocrazia comunale finora ci ha vincolati anche riguardo alla colorazione delle facciate delle nostre case. Rimaniamo sconcertati leggendo di un progetto che prevede la realizzazione di cupole e minareti. Una chiesa sarebbe più adatta ai valori di chi abita qui, nel quartiere, ma in generale vogliamo più servizi» racconta Minervini. Riccardo Catenacci