Discarica per le pile usate Tutto rinviato di un anno

di Fabrizio Merli w COPIANO Niente impianto per il trattamento di pile esauste, almeno per ora. A volerlo realizzare era una società di Castel San Giovanni, la Sidus srl che aveva già presentato il progetto in Comune e Provincia. La ditta aveva tempo sino al 29 novembre scorso per comunicare, alla Provincia, l'inizio dei lavori. Ma il 21, la Sidus ha scritto alla Provincia, chiedendo, per una serie di ragioni di carattere imprenditoriale, di poter ottenere una proroga. Così, dopo un'istruttoria, gli uffici di piazza Italia hanno prorogato l'autorizzazione sino al 29 novembre 2015. Se entro quella data non avrà ancora comunicato l'inizio dei lavori, la Sidus si vedrà revocare l'autorizzazione. Il progetto era già stato presentato nei mesi scorsi. In un capannone di circa 500 metri quadrati in via Maura Ponti avrebbero dovuto arrivare 3mila tonnellate all'anno di pile e accumulatori. Pile al nichel, cadmio, alcaline e contenenti mercurio, provenienti dalla raccolta differenziata. Una media di 10 tonnellate al giorno, sette i mezzi che si prevedeva entrassero ed uscissero quotidianamente da quest'area vicino alla provinciale che collega Pavia a Lodi, una superficie complessiva di 1330 metri quadrati. Nel processo produttivo sarebbero impiegate cinque persone. Le pile, se il progetto prenderà il via, saranno selezionate manualmente e meccanicamente. Poi verranno aperte e triturate per separare l'involucro metallico dalla pasta nera. Questa viene inviata in centri appositi, mentre la parte metallica, costituita da ferro, viene sottoposta a lavaggio e inviata in impianti per il suo riutilizzo. I titolari della società avevano garantito che non vi sarebbe stato alcun pericolo per la salute umana. Il sindaco, Andrea Itraloni, si era detto a favore di un progetto che avrebbe creato occupazione. Adesso, però, è tutto rimandato di un anno.