Stop nuovi centri, l'ultimo a Pavia

PAVIA I centri per la fecondazione assistita in Lombardia, nel 2011 erano 58. Ora sono 62 (su 350 in Italia) e non potranno più crescere: la Regione, infatti, il 12 settembre, ha bloccato le autorizzazioni. Ma l'ultimo centro (privato) autorizzato, è proprio a Pavia: si tratta di ProVita, un poliambulatorio privato. Autorizzazione che però ha rischiato di sfumare dato che, come spiegano dal Registro nazionale, «La richiesta di iscrizione è arrivata pochi giorni dopo lo stop della Regione». Il motivo? «Un ritardo di pochi giorni nelle comunicazioni tra Asl, Regione e registro nazionale, su autorizzazioni ormai approvate dopo un percorso burocratico lungo oltre 5 mesi» spiegano sempre da Roma. «Noi siamo un centro di primo livello – spiega il direttore di ProVita, Lele Rozza – e facciamo solo fecondazione omologa. Siamo rientrati nei centri autorizzati perché la nostra pratica era già avviata da aprile e nei giorni della delibera regionale si era concluso tutto l'iter, c'erano già tutte le autorizzazioni. Per fortuna: le richieste delle coppie sono tante». Cosa era successo? L'Asl verifica che ci siano tutti i requisiti strutturali, di strumentazione, procedurali e di personale, poi trasmette l'ok alla Regione e al registro nazionale. Ma tra autorizzazione e comunicazione è passato qualche giorno, e la richiesta di iscrizione è arrivata dopo lo stop. Il registro nazionale ha dunque chiesto alla Regione cosa fare. E la Regione, controllate date e autorizzazioni, ha detto sì. In Lombardia sono 20 i centri pubblici autorizzati per la procreazione medicalmente assistita, tra cui anche quello del San Matteo di Pavia: è l'unico centro di terzo livello nella zona, riferimento che va oltre la provincia, e può effettuare anche le tecniche più complesse per i casi difficili. Degli altri 42 centri, 10 sono privati convenzionati col sistema sanitario, 32 sono del tutto privati. Lo stop alle nuove autorizzazioni in Lombardia è arrivato in reazione alla sentenza del 9 aprile sull'incostituzionalità del divieto alla fecondazione eterologa (ovvero con cellule sessuali di soggetti esterni alla coppia). La Regione il 12 settembre ha autorizzato i centri che già effettuavano la Pma a fare anche l'eterologa, fermando al contempo le nuove autorizzazioni per evitare una corsa in mancanza di normative certe. ©RIPRODUZIONE RISERVATA