San Giorgio, bilancio strangolato da 32 mutui
SAN GIORGIO Un paese alla paralisi. Tante cose da fare, soprattutto per bambini ed anziani, ma trentadue mutui che sottraggono alle casse comunali ben 220mila euro annui e ovviamente lasciano molte cose nel cosiddetto "libro dei sogni" come dice il primo cittadino, Andrea Mora. E' stato chi l'ha preceduto sulla poltrona di sindaco, Lorena Basora, a contrarre il mutuo più contestato dall'attuale maggioranza: il recupero della chiesa di San Rocco ora adibita a sala polifunzionale. «Il grosso dei mutui sta qui - spiega ancora Mora - nel recupero di San Rocco. Però altri mutui importanti sono stati quelli per il recupero dei marciapiedi, per il rifacimento delle strade, lavori al cimitero e per il recupero anche del vecchio mulino, che si estinguerà alla fine di quest'anno». Si tratta di 220mila euro calcolati per difetto, nelle parole del sindaco. «Per fortuna li spalmeremo fino al 2044, e questo ci consentirà un risparmio di 60mila euro annui».I 32 mutui sono percepiti come un'enormità per un paese come San Giorgio. «Se si pensa – continua il sindaco : che Ottobiano non ha nemmeno un mutuo e Cergnago solo due, si può fare un facile confronto».Bambini e anziani, secondo Mora, sono le categorie di cittadini che più di altri hanno bisogno, e su questi, risorse permettendo, vuole intervenire il sindaco. «Vogliamo fare una palestra per i bambini. Certo, c'è già la tensostruttura, ma i pavimenti non ci sembrano adatti. Invece il progetto di allargare il parco giochi resta appunto iscritto nel libro dei sogni».Anche per gli anziani si sta pensando ad interventi: «Abbiamo in mente una grande sorpresa per gli anziani - dice ancora Mora - ma per ora non possiamo svelare nulla».La minoranza ritiene invece che il recupero di San Rocco sia stata un'opera che andava fatta, perché non si poteva abbandonare la chiesa al degrado che da mezzo secolo la affliggeva e perché, con la trasformazione in sala polifunzionale, si è reso un servizio alla cittadinanza dotandola di un servizio che prima non c'era. Andrea Sartori