Rocca agli alleati «Dicano subito se vogliono Barbieri»
VOGHERA Il caso Pezzani, il malessere dell'ex sindaco Torriani dopo le dimissioni dal cda della casa di riposo, le manovre per il riassetto di Forza Italia a livello provinciale e le scelte degli azzurri vogheresi verso le Comunali 2015. Neppure Natale e Capodanno calmano le acque nel centro destra in fibrillazione. Gian Piero Rocca, coordinatore cittadino di Fi, avvisa gli alleati, a cominciare dalla Lega: «Basta con i giochi, dicano subito se la ricandidatura di Barbieri gli sta bene oppure no. Per quanto mi riguarda, la questione non si pone neppure e la fiducia al sindaco per altri 5 anni di mandato è automatica. Se qualcun altro non è d'accordo, esca ora allo scoperto e la smetta di alzare il prezzo». Poi Rocca boccia quelle che considera le «ingenerenze» negli affari vogheresi. «Sono segretario del partito da 15 anni, contraddistinti da trionfi elettorali, e tra i più votati a livello provinciale, ma non mi sono mai permesso di intromettermi negli affari in casa altrui (il riferimento è a Carlo Alberto Belloni). Tra tutti i personaggi che sento nominare a Pavia, rispetto Giancarlo Abelli, che ha una sua storia e si è sempre messo in gioco per farsi eleggere. Commissariamento? Io dico che le regole non vanno stravolte. Prima bisogna pensare al tesseramento, coinvolgere iscritti seri e che hanno voglia di lavorare, poi si va ai congressi comunali e provinciali e da lì infine al regionale. La trafila è questa». Quanto a Torriani, «ha ragione quando dice che Voghera doveva avere un suo rappresentante in Regione e che quel rappresentante degno poteva essere lui – sottolinea Rocca – I voti vogheresi di Forza Italia sono andati a Melazzini (attuale assessore regionale), risultando determinanti per la sua elezione. Ma poi Melazzini ha lasciato il partito per passare all'Ncd. Il peccato originale è quello. L'Ncd oggi a Voghera è rappresentato dai 200 voti portati da Affronti alle Europee. Torriani comunque deve capire che nessuno lo ha tradito e che lui è e resta una risorsa del centro destra. Si vince solo affrontando tutti insieme, uniti, la battaglia». Lo stesso Melazzini, intanto, interviene nella polemica replicando proprio all'ex sindaco: «Le parole di Torriani mi sorprendono – dice l'assessore lombardo – non è possibile motivare una sua scelta, ovvero quella di dimettersi da presidente della Pezzani, chiamando in causa in primis "giochi" politici compiuti da altri sulle nomine del cda. E' evidente che il ruolo di presidente di un consiglio di amministrazione, soprattutto se opera in un settore specifico come quello socio sanitario, deve essere esercitato sulle competenze e sulle capacità di coinvolgimento dei membri del cda, e non può e non deve essere legato esclusivamente a una mera maggioranza espressione di un'appartenenza politica. Vorrei inoltre ricordare a Torriani che l'individuazione dei componenti dei cda delle aziende di servizi alla persona, come la Pezzani, avviene tramite una selezione di candidature, presentate a seguito di avvisi pubblici. Dal territorio è giunta solo una proposta, che è stata raccolta e valutata: è di fronte a questo fatto che sono state compiute delle scelte e su cui bisognerebbe confrontarsi nell'interesse dei cittadini». (r.lo.)