Dai privati cibo, dolci e buoni spesa
Il Natale della Caritas diocesana per la prima volta con l'aiuto dei privati. Per citarne alcuni: il Dopolavoro Ferroviario di Voghera ha donato l'arrosto, il gruppo industriale Piberplast della famiglia Bergaglio posate bicchieri e piatti di plastica, l'azienda agricola Ghiozzi di Rivanazzano e gli Orti Sociali hanno fornito la verdura, la Uisp i panettoni; la Coop ha regalato buoni spesa per 300 euro. Ma la gara di solidarietà per allestire i pranzi della vigilia, del giorno santo e di quelli successivi alla Casa Fraterna, ha coinvolto molti altri cittadini e associazioni, garantendo così a tanti che vivono in strada o che si trovano in una situazione temporanea di precarietà qualche ora all'insegna della condivisione e fratellanza. Una quarantina i commensali. Tra loro, «la persona anziana che non ha famiglia, il senzatetto e la badante dell'Est che non può tornare a casa per le vacanze. Ma anche imprenditori e professionisti rovinati dalla crisi, disoccupati. Uomini e donne, madri e padri che fino a qualche anno fa avevano un lavoro e pagavano le tasse, ma che a causa della recessione l'hanno perso, o non riescono più ad arrivare alla fine del mese, e per concedersi un buon pranzo il giorno di Natale devono ricorrere alla solidarietà. «La Casa Fraterna – spiega l'assessore ai servizi sociali, Moreno Baggini – è una realtà storica di solidarietà e amore per gli ultimi fondamentale per la nostra città. Encomiabile l'impegno dei volontari, non solo nel periodo natalizio».