Arrestati i professionisti del furto
CHIGNOLO PO La polizia di Lodi, guidata dal capo della squadra mobile Alessandro Battista e coordinata dal procuratore capo della Repubblica di Lodi Vincenzo Russo, ha arrestato una banda di albanesi ritenuta responsabile, per ora, di 50 tra furti e rapine in abitazione che, per le indagini, metteva a segno con modalità stakanovistiche, lavorando fino a 10 ore al giorno su due turni e scorrazzando per centinaia di chilometri, tra Lodigiano, Milanese, Pavese, Cremonese, Alessandrino, Novarese e Piacentino. La banda risulta essere entrata in azione anche a Chignolo Po, nell'abitazione di una persona anziana, e a Vigevano. I tre arrestati sono Cala Roland, 21 anni, Cera Aldo, 26 anni, e Ejlly Klaudjo, classe '22 anni, stanziati a Sant'Angelo Lodigiano, stando alla ricostruzione degli inquirenti, avevano auto posizionate qua e là, e quando entravano in azione le raggiungevano per partire dai luoghi più diversi. Una volta messo a segno il furto o la rapina, la banda sapeva dove piazzare la merce: le auto venivano esportate, mentre per gli oggetti la ricettazione avveniva sopratutto a Milano. I tre sono accusati, oltre che di furto, anche di uso indebito di carte di credito e di ricettazione d'auto. Polizia e Procura tenderanno a sostenere anche l'ipotesi di associazione per delinquere. «L'attività degli arrestati aveva raggiunto una professionalità tale da poter esser considerata un vero e proprio lavoro – spiegano gli inquirenti –. I malviventi rispettavano metodicamente gli orari, iniziavano le loro razzie nel primo pomeriggio per rientrare in serata, cenare e poi uscire di nuovo approfittando del buio per rubare». La banda era arrivata a valutare la ricchezza delle province per numero di abitanti per scegliere dove colpire, basandosi anche su dati raccolti personalmente in sopralluoghi. Durante le perquisizioni domiciliari sono stati sequestrati diversi gioielli in oro e argento, orologi, computer, tablet e altro. La vendita della merce avveniva di norma subito dopo il furto e spesso in campi nomadi milanesi. Chiara Riffeser