«Truffa dei corsi», tre assoluzioni
PAVIA Tutto era partito da una verifica della finanza, che aveva rilevato presunte irregolarità nella gestione dei corsi. Secondo l'accusa, sarebbe stata attestata la presenza di allievi e di docenti in realtà assenti. Ma il processo, relativo a un corso organizzato dalla Fondazione Clerici tra il 2005 e il 2007, alla fine ha dimostrato il contrario. Il giudice del tribunale di Milano ha assolto il docente Roberto Dallera (difeso dall'avvocato Roberta Valmachino), l'ex direttrice della fondazione Livia Andolfi (difesa dall'avvocato Dino Cristiani) e il revisore Fabio Pessina (avvocato Roberto Beretta). Erano finiti a processo, a giugno del 2013, per le accuse di truffa e falso in relazione al corso di "Tecnico superiore per le produzioni vegetali" finanziato dal Fondo sociale europeo per oltre 164mila euro. Secondo la ricostruzione della procura, che si era basata sulle indagini della finanza, le irregolarità avevano riguardato in particolare il registro delle presenze, da cui - sempre secondo l'accusa – apparivano come presenti al corso allievi che in realtà avrebbero partecipato solo un giorno. Da qui l'accusa di falso, oltre che di truffa. Contestazioni che avevano spinto Regione Lombardia a costituirsi parte civile per la richiesta dei danni. Ma dopo otto udienze in dibattimento e tre tappe in udienza preliminare l'Ottava sezione penale del tribunale di Milano ha assolto tutti «per non avere commesso il fatto» e, in questo modo, ha cancellato anche le richieste della parte civile. (m. fio.)