«Pavia ha tanta storia ora deve venderla bene»
di Linda Lucini wPAVIA «Bisogna fare qualcosa per ovviare al ritardo irrimediabilmente accumulato nella promozione turistica su Expo 2015. Non basta stampare depliant e proporre itinerari bisogna portali in giro e mandare il materiale a indirizzi mirati, occorre lavorare con i tour operator perchè chi arriva a Milano per Expo deve avere programmato già prima di partire una visita a Pavia». Carlo Bottarelli di Pavia Export punta il dito sulle carenze promozionali di ritorno dal salone EIBTM di Barcellona dove ha presentato le bellezze della provincia e i suoi prodotti tipici a un target selezionato di tour operator, stampa di settore e altri buyers interessati a mete europee del turismo. Nei 15 metri quadri di stand allestito da Pavia export erano presenti tre hotel, un ristorante e un'agenzia di incoming turistico oltre una azienda di servizi ed il Consorzio Tuttitaliafood con i prodotti tipici di oltre 15 aziende. «Abbiamo offerto risotto e altre delizie locali - dice Bottarelli – La gente si fermava colpita dai nostri tesori, peccato che non sapesse neppure dove si trova Pavia. Ora abbiamo seminato: un vero e proprio investimento in vista di Expo 2015 che gli organizzatori ritengono fondamentale per vincere l'isolamento e la scarsa capacità attrattiva del territorio pavese, ancora poco conosciuto oltre i confini nazionali. Ci preoccupa l'assenza di iniziative fortemente caratterizzanti il nostro territorio nei momenti e nelle località in cui si concentrano gli organizzatori di gruppi turistici come è stata, appunto, Barcellona durante EIBTM. In sostanza, è emersa la scarsissima conoscenza che si ha in questo mondo di Pavia e dei suoi tesori». Conferma Giovanni Merlino, presidente Federalberghi Pavia, presente a Barcellona: «E' stata un'occasione molto importante di promozione del territorio. I contatti sono stati numerosissimi con operatori di incoming turistico di rilievo e ci auguriamo che si comincino presto a vedere i frutti presenza in questa importante vetrina internazionale». Gli addetti del settore operano su destinazioni che analizzano e scelgono molto tempo prima di mettere in cantiere un viaggio e prendono in particolare considerazione quei territori che sono in grado di offrire loro non solo monumenti e bellezze turistiche permanenti ma anche e soprattutto eventi organizzati in ricorrenze particolari: «Bisogna saper vendere i gioielli di famiglia – dice ancora Bottarelli – Bisogna organizzare eventi non solo parlare di turismo. Pavia deve offrire qualcosa, ma soprattutto deve farlo sapere. Basterebbe promuovere quello che c'è come il Palio di Vigevano o quello dell'oca di Mortara (visto che siamo i maggiori produttori in Europa dopo il Languedoc) o magari organizzare un rievocazione storica della Battaglia di Pavia o qualche iniziativa che parli dei Longobardi. Abbiamo tanta storia, vendiamola bene. Così il turista saprà che se arriva a febbraio trova un'iniziativa, a marzo un'altra e così via. Con gli addetti del settore stiamo già preparando un calendario da pubblicizzare per il prossimo anno. E poi ci vogliono contatti mirati con gli operatori del settore e la partecipazione a due o tre manifestazioni fieristiche importanti che abbiano come obiettivo il mercato Usa, quello giapponese e europeo. Non bisogna presentare i percorsi Expo al castello di Belgioioso, ma agire un anno prima e andare all'estero a proporli».