Orrore a Motta Visconti stermina la sua famiglia

14 giugno. Mentre i tifosi di tutta Italia stanno aspettando l'esordio degli azzurri ai Mondiali con l'Inghilterra, a Motta Visconti si consuma la più orribile delle tragedie. Nella loro villetta di via Ungaretti vengono trovati uccisi a coltellate Maria Cristina Omes, impiegata di 38 anni, e i figli Giulia, 5 anni e mezzo, e Gabriele di 20 mesi. A dare l'allarme è Carlo Lissi, 31 anni, tecnico informatico, mariro e papà delle tre vittime. Era uscito per andare a vedere la partita da un amico, racconta ai carabinieri, e al ritorno ha trovato i familiari orrendamente uccisi, la cassaforte aperta e la casa a soqquadro. Una messinscena che durerà poco e lascerà il posto a una verità, se possibile, ancora più orribile: è stato proprio Lissi a uccidere la moglie e di due bambini. "Datemi il massimo della pena", dice in lacrime agli inquirenti che lo stanno interrogando e hanno appena fatto crollare il suo alibi pieno di troppe contraddizioni. Sconvolgente il movente: Lissi si era innamorato di una collega di lavoro, non corriposto, e aveva deciso di liberarsi della famiglia per inseguire il suo folle sogno d'amore. «Perchè lo ha fatto? Esiste il divorzio...», gli dicono durante l'interrogatorio mentre ricostruisce l'agghiacciante sequenza con cui ha sterminato la sua famiglia. «Sì - è la sua risposta - ma i figli restano...»