L'accusa non farà ricorso in Cassazione «È stata una sentenza equilibrata»
Il sostituto procuratore generale Laura Barbaini, che ha sostenuto l'accusa, non pare intenzionata a ricorrere in Cassazione per chiedere per Alberto Stasi una pena più alta. Il magistrato, che aveva chiesto la condanna a 30 anni, attenderà il deposito delle motivazioni. Ma è orientata a non presentare ricorso sull'entità della pena: ritiene «equilibrata» la sentenza emessa dalla terza sezione della Corte d'Assise d'Appello di Milano, che ha condannato a 16 anni Stasi perché non ha riconosciuto l'aggravante della crudeltà. Secondo alcune recenti sentenze della Cassazione, l'aggravante della crudeltà c'è quando l'omicida dimostra anche una volontà di infierire che va oltre alle azioni che ritiene utili per uccidere. Per quanto riguarda Stasi, i giudici potrebbero aver ritenuto che i colpi che avrebbe inferto Stasi rientrino tutti nell'atto omicidiario. Il fatto, poi, di aver buttato il corpo di Chiara giù dalle scale, potrebbe essere considerato una messa in scena per depistare le indagini. Le motivazioni della sentenza saranno depositate tra 90 giorni. Poi la difesa avrà 45 giorni di tempo per fare ricorso in Cassazione. Fino al processo di Cassazione, comunque, la procura generale probabilmente non chiederà alcun provvedimento restrittivo nei confronti dell'ex studente bocconiano. Comunque non il ritiro del passaporto, perchè Alberto non ha il passaporto.