Imu, sei milioni e mezzo per il Comune
PAVIA Circa tredici milioni di euro, di cui circa sei e mezzo resteranno a palazzo Mezzabarba. Questo il Comune conta di incassare dopo ieri, ultimo giorno possibile per i saldi delle imposte. Qualche fila, un po' di ritardi, ma non ci sono state segnalazioni di problemi presso gli uffici postali e le banche per il «Tax day» che ha portato i pavesi ad assolvere al versamento del saldo della Tasi sulla prima casa, dell'Imu sugli altri immobili, della Tari sui rifiuti, del pagamento dell'Iva da parte di imprenditori, liberi professionisti ed artigiani e le ritenute sugli stipendi. Dagli ultimi dati sono stati mille i contribuenti che si sono recati presso gli uffici comunali per chiedere informazioni solo a dicembre, mentre nel mese di novembre ne sono passati 600. Insomma i pavesi sono arrivati preparati a questo appuntamento e non si sono quindi verificati disguidi. «Non c'è stato un particolare afflusso perché la maggior parte dei cittadini sapeva di dover pagare. Abbiamo spedito i saldi a casa da tempo, l'afflusso è stato controllato», spiegano dall'Acli Pavia. Le problematiche principali riscontrate dai quattro uffici tributi cittadini riguardavano questioni su pagamenti sull'Imu per le seconde case, mentre alcuni cittadini chiedevano conforto al fine di assicurarsi di non essere inadempienti. «Non c'è stato nessun problema, l'affluenza è stata alta e quindi le criticità aumentano. Si è innescata un po' di confusione sulla tipologia della tassazione con un aumento che va a colpire le famiglie e i pensionati», spiega Carlo Gerla segretario provinciale Cisl. In realtà gli uffici pavesi è da una ventina di giorni che sono affollati per il pagamento di Imu e Tasi. «Cittadini ce ne sono stati - commenta l'assessore al bilancio Giuliano Ruffinazzi - ma non si è verificata nessuna problematicità, ad ottobre è stata registrata la richiesta maggiore». «C'è stato un po' di intasamento in poste e banche, ma questioni drammatiche non ne sono state registrate, anche nei giorni precedenti», fanno sapere dalla Uil. (m.q.)