«Droga e alcol, ragazzi così vi perdete»

STRADELLA «Nel mondo giovanile stradellino ci sono luci e ombre. Un lampeggiare incostante che spesso lascia spazio a troppo buio». Nella tradizionale lettera di auguri ai giovani della città, in occasione del Natale, il viceparroco di Stradella, don Cristiano Orezzi, non nasconde la sua preoccupazione per l'aumento di fenomeni di dipendenza da droghe e alcool, che si stanno diffondendo soprattutto tra gli adolescentistradellini. Quei giovani che don Cristiano conosce bene («Sto in mezzo a voi la maggior parte del mio tempo e, un po', credo di conoscervi»), perché li incontra ogni giorno tra i banchi di scuola, nel salone dell'oratorio, durante una sfida a ping pong o una partita di pallone, in giro per strada o fuori dai bar: il don raccoglie i loro sfoghi e confidenze, che tiene rigorosamente segreti, dà consigli e non si sottrae mai ad una pacca sulla spalla o ad un aiuto più concreto, ma sempre in prima persona. Ed è proprio per questo suo essere completamente immerso nell'universo dei giovani, che ne conosce anche i rischi,: «Sono molto preoccupato per loro – afferma don Cristiano –, soprattutto per questo continuo aumento di abuso di droghe e alcool. Bisogna fare qualcosa, ma è soprattutto il mondo adulto a doversi interrogare». Il giovane viceparroco parla di ragazzi che «si ammazzano di canne» e che «aspettano ogni sabato sera per riempirsi fegato e stomaco di alcool». Ma non si limita a scriverle queste cose: ha scovato questi ragazzi "invisibili", nelle periferie della città, tanto care a Papa Francesco, e ci ha parlato, ha interpellato le forze dell'ordine, che hanno confermato la drammatica tendenza. «Il dramma è che questi ragazzi sono sempre più soli. Invece bisogna dare loro un aiuto e degli stimoli, come l'impegno nel volontariato, per cambiare. Non si può più tacere questa situazione: volevo già parlarne in un'omelia, ma poi ho deciso di scrivere questa lettera, che sarà distribuita nelle scuole e in tutte le realtà giovanili della città» conclude don Cristiano. Questa battaglia contro le dipendenze, infatti, deve essere combattuta da tutta la società e prima di tutto dalle istituzioni: «Don Cristiano fa il suo mestiere e molto bene.  L'amministrazione da circa otto anni è impegnata a fare prevenzione nelle scuole di ogni forma di dipendenza – afferma il sindaco Piergiorgio Maggi -. Il "fumo" è da sempre un problema, ma ho l'impressione, una mia personalissima, che l'alcool sia il problema più attuale e su questo si debba lavorare, d'intesa con le famiglie. Per questo continuo a pensare che sia fondamentale la prevenzione, presso le scuole cittadine, investendo sempre più risorse. Così come si deve proseguire nel contrasto del bullismo, visto che dai reports si evidenzia che il fenomeno sta regredendo». Oliviero Maggi