Ordine avvocati, mancano 30mila euro

VOGHERA Non c'è pace per l'Ordine degli avvocati di Voghera che, incassato il no definitivo alle ripetute richieste di salvare il proprio tribunale dalla chiusura, si appresta ad affrontare le sue ultime settimane di vita al centro di furiose polemiche. Tutto è iniziato con una missiva recapitata a tutti gli iscritti alcuni giorni fa; chi si aspettava un accorato discorso di commiato da parte del consiglio direttivo è rimasto, però, deluso: senza tante cerimonie, infatti, si lasciava intendere agli iscritti che il nulla osta ai fini del trasferimento all'Ordine degli avvocati di Pavia non sarebbe stato rilasciato se non dietro pagamento di 140 euro, da aggiungersi alla normale quota già versata ad inizio anno. Un vero e proprio fulmine a ciel sereno relativo, si capisce in seguito, a circa 30.000 euro di deficit che, guarda caso, calcolando l'ammontare della richiesta moltiplicato per i 216 iscritti sono all'incirca la cifra complessiva che l'Ordine incasserebbe. Il condizionale è d'obbligo perchè, sebbene qualche "cuor di leone" abbia già provveduto a versare l'obolo, la maggior parte degli iscritti sembra intenzionata a dare battaglia, non solo per una questione di principio ma anche per cercare di fare chiarezza attorno a questa situazione. In questi giorni si svolgeranno una serie di riunioni tra gli avvocati dell'ormai ex foro vogherese perché i malumori non mancano. Getta acqua sul fuoco il presidente dell'Ordine, Paolo Zambianchi: «Non scherziamo, non obblighiamo nessuno a pagare, si configurerebbe una sorta di estorsione...». La lettera inviata agli avvocati, però, non è chiarissima: «Il nulla osta (per il trasferimento all'Ordine di Pavia, ndr) sarà disponibile previa presentazione di istanza (...), unitamente a una marca da bollo da 16 euro e alla quota integrativa di 140 euro. Detto ultimo versamento si rende necessario al fine di azzerare le passività residue...». Insomma, letteralmente «previa presentazione» lascerebbe intendere l'obbligo di versare la quota di 140 euro. «Non è così - precisa ora Zambianchi - perché appunto sarebbe un'estorsione. Noi rileviamo solo che l'Ordine ha da un lato sopportato una serie di spese impreviste e, dall'altro, ha scelto di non aumentare mai le quote agli iscritti. Questo ha portato a un bilancio che, per andare in pareggio, necessità di un'integrazione». Le spese sono indicate in cinque punti della lettera. Gli avvocati vogheresi, però vorrebbero qualche dettaglio in più. (f.ma.)