Un articolo che fa male ai ricercatori
(segue dalla prima pagina) ha mostrato la sua inadeguatezza e la sua incapacità a disegnare un armonioso assetto della nostra Accademia, cosi' com'e' stato sottolineato da piu' parti; al contrario, se approvato, l'art. 2 comma 98 potrebbe vanificare, in termini di prospettive di carriera per i piu' giovani, lo sforzo straordinario compiuto dal Governo per reperire in tempi brevissimi le risorse per il Piano da inserire nella Legge di Stabilita' di cui scrivevo poco sopra. Cito solo alcuni dei problemi che la riforma Gelmini non e' riuscita a risolvere ma anzi ha contribuito a creare: quello dei tantissimi associati abilitati che, in forza di tale abilitazione, ambiscono all'ordinariato e che non riescono a trovare risposta a tale loro ambizione; quello della competizione oggi esistente nelle universita' italiane tra i ricercatori a tempo indeterminato e gli Rtdb; penso poi con grande preoccupazione ai molti assegnisti che vedranno a breve scadere il termine massimo previsto dalla legge Gelmini all'art. 22 comma 3; tali colleghi sono fortemente a rischio di essere espulsi in massa dal sistema universitario, che si vedrebbe depauperato di uno straordinario capitale umano. Credo che per risolvere tali problemi siano necessari e urgenti provvedimenti organici che rispondano ad esigenze diverse e contrastanti tra di loro, in un periodo in cui le risorse sono scarse; esigenze che pero', proprio nel quadro di interventi di ampio respiro, possono trovare una composizione. Ritengo al contrario che il nostro sistema universitario non abbia bisogno di approcci non sistematici, come quello proposto all'art. 2 comma 98: una singola norma che, alterando l'equilibrio introdotto dall'art. 4 dlgs. 49/12, mette soltanto a rischio le prospettive di carriera dei piu' giovani ricercatori lasciando invece irrisolti tutti i complessi problemi in cui vive il nostro attuale sistema e a cui ho voluto fare cenno poco sopra. Le chiedo percio', a nome dei tanti ricercatori italiani all'estero e in Italia che hanno sostenuto, in vario modo, la mia iniziativa di farsi portatore presso la Crui di tale nostra convinzione. Costoro adesso attendono con ansia la conclusione dell'iter parlamentare della Legge di Stabilità che quest'oggi riprende con la decisiva discussione nell'Aula del Senato. La Crui non ne deluda le aspirazioni; le chiedo e le chiediamo, al contrario, di immaginare e proporre, anche con il nostro sostegno, provvedimenti organici di riforma, che realizzino un equilibrio tra le esigenze delle diverse categorie presenti nel sistema universitario italiano e un suo rilancio, di cui l'Italia ha un grandissimo bisogno.